Rider in the train – Viaggiatore sul treno

Testo originale
Testo ©1992 Umbra et Imago
Traduzione
Traduzione ©2014 Daniele Benedetti

Regen, der an die Scheibe
klatscht. Dämmerung beherrscht
das Szenario Blätter naß und
doch leicht tanzen den Tanz
meiner verlorenen Illusion
Farben, die mein Herz erreichen
herbstlich gelb, braunrot
vermischt mit dem Grün der
Tannen und dem Schwarz, das
meine Sinne berührt

Kalt ist mir, so kalt wie Deine
Augen, die mir fremde Dinge
sagen, an denen ich unerkannt
heimlich verzweifle. Sie lassen
mich spüren, daß auch Du mir
nicht die Ruhe gibst, die ich
suche. Einsam wirst Du geboren
Einsam wirst Du sterben

Ein Traum hat mich zu Dir
geführt, der platzt bevor er sich
erfüllte Dinge, von denen Du nicht wußtest
daß es sie gibt. Fremd sind Deine
Worte in mein Ohr gedrungen
haben mich zu dem degradiert
vor dem ich fliehe. Du hast mich
gelehrt, schwarze Göttin, daß der
Schmerz läutert. Einfachere
Wesen werden in Dir die
Erfüllung finden

Das Wasser spritzt, ich
durchquere eine Pfütze, weckt
mich aus meinem schalen Traum
Die Schatten umgeben mich
noch immer. Schaurig schön die
Silhouette des Waldes. Nass ist die
Straße, die ohne Ziel erscheint
Wie Sterne, Lichter, die
vorbeistreifen Wolken hängen
tief, vermischen sich mit Nebel
Noch einmal erscheint Dein Gesicht
kurz, bevor er versinkt
in tiefer Dunkelheit meiner Seele

Pioggia, che sul vetro
scroscia. Il crepuscolo domina
lo scenario di foglie bagnate e
tuttavia ballano facilmente il ballo
delle mie illusioni perdute
Colori, che raggiungono il mio cuore
giallo autunnale, rosso bruno
mescolati con il verde degli
abeti e al nero, che
tocca i miei sensi

Ho freddo, così freddo come i tuoi
Occhi, che mi dicono cose
strane, per le quali io di nascosto
mi dispero. Mi fanno
sentire, che neanche tu
mi dai la pace, che io
cerco. Da solo sei nato
Da solo morirai

Un sogno mi ha condotto
da te, che va in pezzi prima che si
realizzi, cose, di cui non sapevi
che esistessero. Sono sconosciute le tue
Parole penetrate nel mio orecchio
mi hanno degradato a questo
davanti a cui fuggo. Tu mi hai
insegnato, dea nera, che il
dolore nobilita. Caratteri
più semplici troveranno in te
Realizzazione

L’acqua schizza, io
attraverso una pozzanghera, mi sveglio
dal mio sogno insulso
Le ombre mi circondano
sempre. Già terribile la
silhouette del bosco. Bagnata è la
Strada, che sembra senza meta
Come stelle, luci, che si
strofinano, nuvole che pendono
profonde, si mescolano con la nebbia
Ancora una volta appare il tuo viso
brevemente, prima che affondi
nella profonda oscurità della mia anima

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