Requiem der Nephilim – Requiem del Nefilim [1]

Testo originale
Testo ©2015 Umbra et Imago
Traduzione
Traduzione ©2015 Daniele Benedetti

Mit Phosphor angesteckt
Verglüht und abgebrannt
Gepeitscht und kahlgeschoren
Okkupiert und umgerannt
Schwarze Erde, kahles Land

Der Himmel brennt – Kreaturen sieht man weinen
In dieser Hölle wird Keinem mehr die Sonne scheinen

Böses Feuer, ohne Bann
Steckt lichterloh die Erde an
Geschändet, kahlgeschoren
Schon gestorben, kaum geboren
Keine Heimat und kein Vaterland
Alles stirbt, es ist das Ende
Kein Fürst, keine starke Hand
Bringt die Schicksalswende
Gemordet, geschändet, abgebrannt
Schwarze Erde, kahles Land

Der Himmel brennt – Kreaturen sieht man weinen
In dieser Hölle wird Keinem mehr die Sonne scheinen
Der Himmel brennt – sogar die Steine weinen
Es ist ew’ge Nacht. Keiner traut mehr Keinem

Das Ende naht mit roter Glut
Doch keiner aus meinem Geschlecht
Brennt noch so grausam Gottes Wut
Bangt um Leben ohne Recht

Wisst Ihr denn nicht wer ich bin
Man nennt mich Nephilim
Ich war, werde sein und ich bin
Auf ewig ein Nephilim

Accesa con il fosforo
Consumata e bruciato
Sferzata e rasata
Occupata e travolta
Terra nera, terreno spoglio

Il cielo brucia – si vedono creature piangere
In questo inferno il sole non brillerà più per nessuno

Fuoco maligno, senza potere magico
Incendia la terra
Profanata, rasata
Già morta, appena nata
Nessun luogo natio e nessuna patria
Tutto muore, è la fine
Nessun principe, nessuna mano forte
Porta una svolta del destino
Assassinata, violentata, bruciata
Terra nera, terreno spoglio

Il cielo brucia – si vedono creature piangere
In questo inferno il sole non brillerà più per nessuno
Il cielo brucia – perfino le stelle piangono
È notte eterna. Nessuno si fida più di nessuno

La fine si avvicina con brace rossa
Ma nessuno della mia specie
Brucia ancora così crudele l’ira di Dio
Teme per la vita senza diritto

Perché voi non sapete chi sono
Sono chiamato Nefilim
Ero, sarò e sono
In eterno un Nefilim

[1] L’appellativo Nefilim, presente nell’Antico testamento, si riferisce ad un popolo creato dall’incrocio tra i “figli di Dio” e le “figlie degli uomini” o giganti che abitavano la terra di Canaan. Un termine simile ma con un suono diverso viene utilizzato nel Libro di Ezechiele e si riferisce ai guerrieri filistei morti.

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