Ein kleines Märchen – Una piccola favola

Testo originale
Testo ©1998 Umbra et Imago

Und es begab sich gegen Ende des Jahrhunderts, dass sich die Gruften öffneten in einem Land, das von der Geschichte geschunden wurde.

Und dessen Menschen, so sagte man, sehr gehorsam waren. Schneeweiße Gestalten entstiegen aus den Schlupfwinkeln der Dunkelheit, in ihren Adern floss das Blut alter vergessener Kulturen, und sie mischten sich unter die Menschen. Das einfache Volk misstraute diesen Zeitgenossen und ihre unterschwellige Furcht entlud sich mit lautem Spott. Diese Kreaturen pflegten sich stets in schwarz zu kleiden und fröhnten ungewöhnlichen Tönen. Ihre komischen Klänge, die die Sehnsucht nach fernen Ufern beschrieben, und ihre Bälle waren Orgien der Wolllust und der bizarren Gemeinsamkeit. Ihre Frauen pflegten sich aufreizend zu kleiden, um das andere Geschlecht mit erlesenen Düften und blendendem Schmuck zu umgarnen. Nach und nach wurden aus wenigen viele, steter Tropfen höhlte den Stein, und ihre geheimen Rituale wurden dem Volk ein Schauspiel, das sie nach und nach berauscht genossen. So verbreitete sich ein Geist der Revolution leise und doch beständig von deutschem Boden aus, ein Geist, der nie wieder von dort ausgehen würde und schwang sich empor wie ein Passatwind über Berge und Täler, hinab zur wogenden See, um diesen Geist weiterzutragen in fremde Kontinente, bis in die Wüsten der Vorfahren, von denen aus einst die Quellen zum reißenden Strom wurden. Und der Geist der Dunkelheit breitete sich aus im neugeborenen Jahrtausend.

Welcome, brothers and sisters, in the Land of the Empire!

Testo originale
Traduzione ©2014 Daniele Benedetti

E accadde verso la fine del secolo, che si aprirono le tombe in un paese, che è stato tormentato dalla storia.

E gli abitanti di questo, così si diceva, erano molto ubbidienti. Figure bianche come la neve si levarono dal nascondiglio dell’oscurità, nelle loro vene scorreva il sangue di una vecchia cultura dimenticata, e si mescolarono agli uomini. Il popolo semplice diffidava di questi contemporanei e il loro timore inconscio esplose con forte scherno. Queste creature erano solite vestirsi sempre di nero e abbandonarsi a modi inconsueti. I loro suoni strani, che descrivevano la nostalgia di sponde lontane, e le loro feste da ballo erano orgie di voluttà e di stravagante sintonia. Le loro donne erano solite vestirsi in modo provocante, per ammaliare l’altro sesso con profumi squisiti e ornamenti accecanti. Un po’ alla volta da pochi divennero tanti, gocce costanti scavarono la pietra, e i loro rituali segreti divennero per il popolo uno spettacolo, che poco a poco gustarono inebriati. Così si diffuse uno spirito rivoluzionario, piano ma costantemente sul suolo tedesco, uno spirito, che non si sarebbe mai più spento là e avrebbe oscillato in alto come un aliseo su monti e valli, giù verso il mare ondeggiante, per portare avanti questo spirito in continenti stranieri, fino ai deserti degli antenati, da cui un tempo le fonti diventavano un fiume impetuoso. E lo spirito dell’oscurità si diffuse nel millennio appena nato.

Benvenuti, fratelli e sorelle, nella terra dell’impero!

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