Der Prälat – Il prelato

Testo originale
Testo ©2004 Umbra et Imago
Traduzione
Traduzione ©2008 Daniele Benedetti

Der Prälat entspannt sich nach dem Essen
Sehr fromm, seiner Meinung nach angemessen
Vom Zölibat ist er schwer besessen
Doch er kann die Knaben nicht vergessen

Nun zur täglich ruhigen Mittagsstunde
Führt er seinen Körper zu des Knaben Munde
Erfreut das Kind mit manchen Gunstergüssen
Dozierend, dass gute Christen schweigen müssen

Oh Herr, mach mich fromm
Dass auch ich in den Himmel komm’

Dann wird die Beichte vom Kinde selbst genommen
Das kleine Sünderlein soll doch in den Himmel kommen
Für des Knaben Schmerz und Ekelqual
Zeleberiert er noch das Abendmahl

Wer nun glaubt das sei aus dem Hut gezogen
Und schreit das sei pervers, total verlogen
Ist am heucheln ihm stets gelegen
Der hat schon jetzt der Mutter Kirche Segen

Ist nicht die Liebe eine große Tugend
Und das gerade in der gold’nen Jugend
Die Fleischeslust nie laut bekennen
Das Kind niemals beim Namen nennen

Oh Herr, mach mich fromm
Dass auch ich in den Himmel komm’

Gelobt sei Jesus Christus

Keiner hat’s gesehen
So ist es auch nie geschehen

Oh Herr, mach mich fromm
Dass auch ich in den Himmel komm’

Gelobt sei Jesus Christus

Il prelato si rilassa dopo i pasti
Molto devoto, in modo opportuno secondo la sua opinione
È ossessionato molto gravemente dal celibato
Ma non può dimenticare i fanciulli

Ora giornalmente al tranquillo mezzogiorno
Conduce il suo corpo verso la bocca del fanciullo
Rallegra il bambino con parecchi scrosci di benevolenza
Insegnando, che i buoni cristiani devono tacere

Oh Signore, rendimi devoto [1]
Cosicché anch’io possa venire in paradiso

Poi lui stesso confessa il bambino
Infatti il piccolo peccatore deve venire in paradiso
Per il dolore e il tormento di ribrezzo del fanciullo
Celebra ancora la Comunione

Chi ora crede che sia tirato fuori dal cappello
E grida che ciò è perverso, del tutto falso
Sta sempre nell’ipocrisia
Che ha già adesso la benedizione di Madre Chiesa

L’amore non è una grande virtù
E questo proprio nella gioventù dorata
Non dichiarano mai ad alta voce la voglia carnale
Non chiamano mai il bambino per nome

Oh Signore, rendimi devoto
Cosicché anch’io possa venire in paradiso

Sia lodato Gesù Cristo

Nessuno ha visto
Così non è neanche mai accaduto

Oh Signore, rendimi devoto
Cosicché anch’io possa venire in paradiso

Sia lodato Gesù Cristo

[1] Qui è presente un doppio senso evidente, che nel contesto della canzone diventa ancora più esplicito. “Fromm”, infatti, significa sia “devoto” che “ipocrita”.

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