Gift – Veleno

Testo originale
Testo ©2011 Tanzwut
Traduzione
Traduzione ©2012 Daniele Benedetti

Hab einen Apfel aufgeschnitten
bin durch die kalte Nacht geritten
ein wenig Gift im roten Teil
so biet` ich meine Ware feil

Die Haare schwarz wie Ebenholz
sie war so schön und voller Stolz
jetzt ist ihr roter Mund für mich
die Haut wie Schnee im milden Licht

Dann bist Du langsam eingeschlafen
der süßen Träume ferner Hafen
da dacht ich nur wie schön Du bist
hab Deinen weißen Mund geküsst

Spieglein, Spieglein an der Wand
wer ist die Schönste hier im Land
Spieglein, Spieglein an der Wand
wer will die Nächste sein im Land

Die Haare schwarz wie Ebenholz
sie war so schön und voller Stolz
jetzt ist ihr roter Mund für mich
die Haut wie Schnee im milden Licht

Spieglein, Spieglein an der Wand
wer ist die Schönste hier im Land
Spieglein, Spieglein an der Wand
wer will die Nächste sein im Land

Wie ein traurig schöner Engel
wie eine Fee im weißen Kleid
so hab ich Dich für mich gebettet
im Fluss der letzten Ewigkeit

Ho affettato una mela
ho cavalcato attraverso la fredda notte
un po’ di veleno nella parte rossa
così ho messo in vendita la mia merce

I capelli neri come ebano
era così bella e piena di orgoglio
adesso la sua bocca rossa è per me
la pelle come neve nella luce morbida

Allora ti sei lentamente addormentata [1]
il porto lontano dei dolci sogni
là ho pensato solo quanto sei bella
ho baciato la tua bocca bianca

Specchio, specchio delle mie brame
chi è la più bella del reame? [2]
Specchio, specchio delle mie brame
chi vuole essere la prossima nel reame?

I capelli neri come ebano
era così bella e piena di orgoglio
adesso la sua bocca rossa è per me
la pelle come neve nella luce morbida

Specchio, specchio delle mie brame
chi è la più bella del reame?
Specchio, specchio delle mie brame
chi vuole essere la prossima nel reame?

Come un bell’angelo triste
come una fata in un abito bianco
così ti ho adagiata per me
nel fiume dell’ultima eternità

[1] Doppio senso esplicito, visto che “einschlafen” significa sia “addormentarsi” che “morire”.

[2] La celebre domanda che la matrigna di Biancaneve rivolgeva allo specchio, nella versione originale dei fratelli Grimm (letteralmente: “Specchietto, specchietto sul muro, chi è la più bella in tutta la regione?”, nella traduzione a cura di Italo Calvino, è diventato: “Dal muro, specchietto, favella: nel regno chi è la più bella?”. Tuttavia ho preferito la più celebre: “Specchio, specchio delle mie brame…” per rendere più immediato il richiamo a Biancaneve.

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