Geteert und gefedert – Coperti di catrame e piume [1]

Testo originale
Testo ©2016 Tanzwut
Traduzione
Traduzione ©2016 Daniele Benedetti

Laserhafte Feuer brennen
reite, reite durch die Nacht
angespien und gehetzt
bis der rote Mond erwacht

Aussatz ziert uns, Ratten pfeifen
Schimpf und Schande, Hohn und Spott
schwarze Schatten uns begleiten
tanzen lachend zum Schafott

Geteert und gefedert
die Ratten der Stadt
geteert und gefedert
weich Furcht man hier hat
sind geteert und gefedert
ein Griff an die Kehle
gebrandmarkt, gerädert
der Leib und die Seele

Zerrt man uns vors Strafgericht
was ihr singt, das singt man nicht
werft uns keifend aus der Stadt
dass alles seine Ordnung hat

Fuochi bruciano
cavalca, cavalca attraverso la notte
coperto di sputi e braccato
finché la luna rossa si sveglia

La lebbra ci orna, i ratti fischiettano
Ignominia e infamia, scherno e derisione
ombre nere ci accompagnano
ballano ridendo verso il patibolo

Coperti di catrame e piume
i ratti della città
coperti di catrame e piume
qui hanno una debole paura
siamo coperti di catrame e piume
una presa alla gola
marchiati, sottoposti al supplizio della ruota
il corpo e l’anima

Ci trascinano davanti al tribunale penale
quello che cantate, non si canta
ci gettano gridando fuori dalla città
che tutto ha il suo ordine


[1] Il titolo fa riferimento ad una forma di tortura e di scherno del condannato che si usava nel medioevo.

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