Halb-Gott – Metà-dio

Testo originale
Testo ©2011 Schwarzer Engel
Traduzione
Traduzione ©2019 Walter Biava

Halb angekommen,
mit einem Bein schon in der Welt,
entwickelt sich Identität
im Herzen deiner kleinen Welt.

Du siehst die Welt durch Kinderaugen
und kannst es immer noch kaum glauben,
ein neuer Teil im System,
ein neuartiges Teilproblem.

Die erste Hälfte schaut schon raus,
deine zweite Hälfte folgt nun auch.
Und das Wort zur Begrüßung fällt:
„Willkommen auf der Welt”

Mensch – Halb-Mensch, Halb-Gott.
Mensch – Halb-Mensch, Halb-Tot.
Mensch – Ja, das bin Ich.
Ich bin Halb-Mensch, Halb-Gott, Halb-Nichts.

Wir spielen selbst so gerne Gott,
mit dem Leben andrer bis zum Tod
und es macht uns solchen Spaß,
denn es verleiht uns zeigt uns Macht.

Also lasst uns Menschen schaffen,
die funktionieren wie Maschinen.
Lasst uns Menschen-Klone machen,
die die ganze Welt regieren.

Mensch – Halb-Mensch, Halb-Gott.
Mensch – Halb-Mensch, Halb-Tot.
Mensch – Ja, das bin Ich.
Ich bin Halb-Mensch, Halb-Gott, Halb-Nichts.

Aus dem Schoße der Natur,
bin ich einst erschienen,
vom Nichts zum Mensch, zum Gott empor,
bin ich hinauf gestiegen.

Und nun steige ich hinab,
von Furcht und Angst getrieben.
Ich schaufle mir mein eigenes Grab,
auf Gottes Acker drüben.

Halb zerstört und halb lebendig,
fühlst du dich schon nicht mehr so wohl,
denn du merkst es geht bergab,
nichts funktioniert mehr wie es soll.

Also lasst uns Meschen schaffen,
in Perfektion uns selbst kreieren.
Lasst und Menschen-Klone machen,
die nichts fragen uns nur dienen.

Mensch – Halb-Mensch, Halb-Gott.
Mensch – Halb-Mensch, Halb-Tot.
Mensch – Ja, das bin Ich.
Ich bin Halb-Mensch, Halb-Gott, Halb-Nichts.

Arrivato a metà,
con un piede già nel mondo,
l’identità si sviluppa
nel cuore del tuo piccolo mondo.

Vedi il mondo tramite gli occhi di un bambino
e riesci sempre a credere a stento,
una nuova parte nel sistema,
una nuova parte di un problema.

La prima metà guarda già fuori,
ora anche la seconda metà segue.
E la parola d’introduzione cade:
“Benvenuto al mondo”.

Uomo – metà-uomo, metà-dio.
Uomo – metà-uomo, metà-morto.
Uomo – sì, sono io.
Io sono metà-uomo, metà-dio, metà-niente.

Noi spesso giochiamo volentieri (ad essere) dio,
con la vita degli altri fino alla morte
e ci da un tale piacere,
poiché ciò ci conferisce, ci mostra forza.

Ci lascia anche creare uomini
che funzionano come macchine.
Ci lascia fare uomini-cloni
che regnano sul mondo intero.

Uomo – metà-uomo, metà-dio.
Uomo – metà-uomo, metà-morto.
Uomo – sì, sono io.
Io sono metà-uomo, metà-dio, metà-niente.

Un tempo sono comparso
fuori dal grembo della natura,
dal nulla ad uomo, in alto verso dio,
io mi sono innalzato.

Ed ora io declino,
mosso da timore e paura.
Io mi spalo la mia tomba,
sopra questo camposanto.

Metà distrutto e metà vivente,
tu non ti senti senti già più così bene,
poiché noti che va male,
nulla funziona più come dovrebbe.

Quindi lasciateci creare uomini,
ideare nella perfezione di noi stessi.
Lasciateci fare uomini-cloni
che non ci chiedono, ci prestano servizio.

Uomo – metà-uomo, metà-dio.
Uomo – metà-uomo, metà-morto.
Uomo – sì, sono io.
Io sono metà-uomo, metà-dio, metà-niente.

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