Reich der Träume – Impero dei sogni

Testo originale
Testo ©2004 Schandmaul
Traduzione
Traduzione ©2017 Silvia Masiero

Vollmondlicht, wie Totenkleid,
legt fahl sich auf uns nieder.
Es tönt des Königs Totenschrei,
knie’ dicht mich vor ihm nieder.
„Ödnis wird das Land verderben!
Spür die Dämmerung sich senken.
Nur, wer den Baum des Lebens kennt,
kann neue Kraft uns schenken.

Drum, mein Sohn, nun eile fort,
das Weltenden zu finden.
Es heißt, nur wer sich selbst verliert,
kann den Baum dort finden.“

Tief im Reich der Träume,
weitab von Raum und Zeit,
spürst du die Macht,
spürst du die Kraft der Ewigkeit.

Noch hallt sein letztes Wort im Saal,
da ritt ich schon von dannen.
Gegen die Zeit flog ich durch’s Land,
doch stärker wurd’ mein Bangen.
Pest und Dunkel um mich her,
ringsum die Totenlieder,
am siebten Tag der Ohnmacht nah’,
sank schwach ins Gras ich nieder.

Da war’s ein silbrig Sonnenstrahl,
der meinen Geist berührte
und eine sanfte Lichtgestalt
im Traum mich weit weg führte.

Tief im Reich der Träume,
weitab von Raum und Zeit,
spürst du die Macht,
spürst du die Kraft der Ewigkeit.

Als ich erwacht, war Stille nur,
ich schwang mich auf mein Ross.
Ich ritt durch liebliche Natur
heim gen Vaters Schloss.

Doch dort, wo dieses Schloss einst war,
stand nur eine Ruine,
ich hatt’ geschlafen hundert Jahr,
tief im Reich der Sinne.

La luce della luna piena, come una veste funebre,
si sdraia ai nostri piedi.
Risuona l’urlo di morte del re,
mi inginocchio ai suoi piedi.
“La desolazione rovina il paese!
Sento calare l’alba.
Solo chi conosce l’albero della vita,
può darci forza nuova.

Intorno, mio figlio, ora via in fretta,
per trovare la fine del mondo.
Significa che, solo coloro che si perdono,
possono trovare l’albero.”

Profondo nel Regno dei sogni,
lontano da spazio e tempo,
senti il potere?
senti la forza dell’eternità?

Riecheggiano ancora le sue ultime parole nella sala,
ho cavalcato via da lì.
Contro il tempo ho volato attraverso il paese,
era più forte la mia trepidazione.
Peste e buio intorno a me,
tutt’intorno le canzoni di morte,
il settimo giorno quasi uno svenimento,
sono caduto stanco giù nell’erba.

C’è stato un raggio di sole argenteo,
ha toccato il mio spirito
e una gentile figura di luce
nel sogno mi ha portato lontano.

Profondo nel Regno dei sogni,
lontano da spazio e tempo,
puoi sentire il potere,
puoi sentire la forza dell’eternità.

Quando mi svegliai, c’era solo silenzio,
montai sul mio cavallo.
Cavalcai attraverso una natura incantevole
verso casa al castello del padre.

Ma dove c’era una volta questo castello,
c’è solo un rudere,
ho dormito cent’anni,
profondamente nel regno dei sensi.


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