Der Weiße Wal – La balena bianca

Testo originale
Testo ©2019 Schandmaul
Traduzione
Traduzione ©2020 Silvia Masiero

Unter dem Meer, vor dem Blick der Welt verborgen,
lebt das Geschöpf, der weiße Wal.
Zieht majestätisch unbeirrt seine Bahn,
der Herr der See, allein verfolgt vom Wahn.
Vor langer Zeit versuchten Männer ihn zu jagen,
tausend Narben zieren die Haut.
Schiff und Mannen zog er stets mit hinab
in die Dunkelheit, in das nasse Grab.

Bring mir den Wal!
Die Dublone am Mast ist für jenen Mann,
der als Erster ihn sieht, ihn mir zeigen kann.
Bring mir den Wal!
Der geraubt mir mein Bein und bald den Verstand.
Ich komm’ nicht mehr zur Ruh’, eh die Bestie gebannt!

Mit Wut und Zähnen, Blut und Tränen
prallt Kreatur auf nackten Stahl.
Urgewalten sich entfalten,
Tod und Teufel stehen parat.

Am Horizont sieht man den Riesen blasen,
die Fluke erscheint – der weiße Wal!
Nach so vielen Jahren nun die letzte Jagt beginnt.
Nur Gott allein weiß, wer den Kampf gewinnt.

Bring mir den Wal!
Die Dublone am Mast ist für jenen Mann,
der als Erster ihn sieht, ihn mir zeigen kann.
Bring mir den Wal!
Der geraubt mir mein Bein und bald den Verstand.
Ich komm’ nicht mehr zur Ruh’, eh die Bestie gebannt!

Mit Wut und Zähnen, Blut und Tränen
prallt Kreatur auf nackten Stahl.
Urgewalten sich entfalten,
Tod und Teufel stehen parat.

Unten im Meer vor den Blicken verborgen
lebt das Geschöpf, der weiße Wal.
Zieht majestätisch seine Bahn,
der Herr der See, der weiße Wal.

Sotto il mare, nascosta agli occhi del mondo
vive la creatura, la balena bianca.
Imperterrita traccia maestosamente il suo percorso,
la signora[1] del mare, sola perseguitata dalla follia.
Molto tempo fa gli uomini hanno provato a cacciarla
mille cicatrici ornano la pelle.
Ha sempre trascinato giù navi e uomini
nell’oscurità, nella tomba umida.

Portami la balena!
Il doblone sull’albero è per quell’uomo
che per primo la vede, che me la può mostrare.
Portami la balena!
Mi ha rubato la gamba e presto il mio senno.
Non posso più riposare, prima che la bestia sia catturata!

Con rabbia e denti, sangue e lacrime
La creatura cozza contro l’acciaio nudo.
Le forze della natura si schiudono,
La morte e il diavolo sono pronti.

All’orizzonte puoi vedere il gigante soffiare,
appare la pinna caudale – la balena bianca!
Dopo tanti di quegli anni ora inizia l’ultima caccia.
Solo Dio sa chi vincerà il combattimento.

Portami la balena!
Il doblone sull’albero è per quell’uomo,
che per primo la vede, che me la può mostrare.
Portami la balena!
Mi ha rubato la gamba e presto il mio senno.
Non posso più riposare, prima che la bestia sia catturata!

Con rabbia e denti, sangue e lacrime
La creatura cozza contro l’acciaio nudo.
Le forze della natura si schiudono,
La morte e il diavolo sono pronti.

Sotto il mare nascosta dagli sguardi
vive la creatura, la balena bianca.
Traccia maestosamente il suo percorso,
la signora del mare, la balena bianca.

[1] In tedesco “Wal”, cioè “balena”, è un sostantivo maschile, mentre in italiano è femminile.

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