Der Totengräber – Il becchino

Testo originale
Testo ©2019 Schandmaul
Traduzione
Traduzione ©2019 Silvia Masiero

Sammle Gold, sammle Geschmeide, horte Vieh auf Deiner Weide!
Kleide Dich in feines Tuch, stets das wertvollste Dir such!
Baue hoch Dein Tor, Dein Haus, überflügle, rag hinaus!
Demonstrier uns Deine Macht, mit Deinem Zaster, Deiner Pracht

Sei der Made gleich im Speck, schnapp Dir stets das Größte weg!
Sei überheblich, dekadent, ganz gleich welch andere Seele brennt!
Und so lebe, schwelge, labe, nimm Dir alles was ich habe
denn am Ende nur Verdruss: Abgerechnet wird zum Schluss!

So tanze ich den einen Tanz auf den Gebeinen
Die Totengräbermelodie. vernimmst Du sie, vergisst Du nie:
Auf Deinem Weg ins Niemandsland, hast Du nix mehr in deiner Hand
Bei Deinem letzten Schritt, nimmst Du nichts mit

Ich tanz mit dem Gevatter einen Reigen, und meine Schippe klopft den Takt dazu
Des Totenackers Pflege ist mein Eigen, dann ist die Erde fest und endlich Ruh’!

Schleifst so manchem Feindes Schloss, Du führst die Krieger hoch zu Ross
mit blankem Schwert bringst Du den Krieg, erzwingst erbarmungslos den Sieg
Raubst Kinder, Frauen, ganze Länder trägst des Herrschenden Gewänder
spinnst Intrige und Verschwörung, bringst der ganzen Welt Zerstörung

Machtgier ist schier unersättlich, Dein Reich erstreckt sich unermesslich
doch auch Dir bleibt nur Verdruss: Abgerechnet wird zum Schluss!

So tanze ich den einen Tanz auf den Gebeinen
Die Totengräbermelodie, vernimmst Du sie, vergisst Du nie:
Auf Deinem Weg ins Niemandsland, hast Du nix mehr in deiner Hand
Bei Deinem letzten Schritt, nimmst Du nichts mit…!

Ich tanz mit dem Gevatter einen Reigen, und meine Schippe klopft den Takt dazu
Des Totenackers Pflege ist mein Eigen, dann ist die Erde fest und endlich Ruh’!

Falte gütig Deine Hände, sprich zu uns vom Weltenende!
Sprich von Demut und Verzicht! Dich daran halten, musst Du nicht
Halte uns dumm, halte uns klein! Wer zu viel weiß, der will was sein
Wer einer Herde gleich agiert, ist leicht geführt und leicht regiert

Doch die falsche Frömmigkeit, die gespielte Heiligkeit
bringt auch Dir nur den Verdruss: Abgerechnet wird zum Schluss!

Ich tanz mit dem Gevatter einen Reigen, und meine Schippe klopft den Takt dazu
Des Totenackers Pflege ist mein Eigen, dann ist die Erde fest und endlich Ruh’!

Und fehlt’s dem Totenacker mal an Kundschaft, ist es meine Arbeit dies zu korrigieren
Wer sein Leben lang nur rafft und nur mehr anschafft, gibt mir Anlass, ihn des Nachts zu kontaktieren…

Raccogli oro, raccogli monili, accumula bestiame nel tuo pascolo!
Vestiti con stoffe raffinate, cerca sempre le cose più preziose!
Costruisci alto il tuo cancello, la tua casa, supera, innalzati!
Mostraci il tuo potere, con la tua grana, la tua sontuosità

Vivi come un nababbo, ruba sempre di più!
Sii altezzoso, decadente, non importa quale altra anima bruci!
E così vivi, viziati, godi, prendi tutto ciò che ho
perché alla fine solo avrai solo frustrazione: alla fine, c’è la resa dei conti!

Così ballo quell’unico ballo sulle spoglie
La melodia del becchino, la sentirai, non la dimenticherai mai:
sulla tua strada verso la terra di nessuno, non hai più nulla nelle tue mani
quando farai tuo ultimo passo, non ti porterai dietro niente

Ballo un girotondo con la morte, e la mia pala tiene il ritmo
La cura del cimitero è il mio lavoro, dopo la terra è solida e alla fine riposo!

Rubi molti castelli nemici, conduci i guerrieri a cavallo
tu porti la guerra con una spada lucida, conquistando senza pietà la vittoria
Rapisci bambini, donne, interi paesi, indossi le vesti dei regnanti
tessi intrighi e cospirazioni, porti distruzione in tutto il mondo

La sete di potere è quasi insaziabile, il tuo impero si estende smisurato
ma alla fine ti resterà solo frustrazione: alla fine, c’è la resa dei conti!

Così ballo quell’unico ballo sulle spoglie
La melodia del becchino, la sentirai, non la dimenticherai mai
Sulla tua strada verso la terra di nessuno, non hai più nulla nelle tue mani
quando farai tuo ultimo passo, non ti porterai dietro niente…!

Ballo un girotondo con la morte, e la mia pala tiene il ritmo
La cura del cimitero è il mio lavoro, dopo la terra è solida e alla fine riposo!

Gentilmente piegati le mani, ci parli della fine del mondo!
parli di umiltà e rinuncia! Tu non devi attenerti a ciò
Mantienici stupidi, mantienici piccoli! Chi sa troppo, chi vuole essere qualcuno
chi si comporta come un gregge, è facilmente guidato e facilmente governato

Ma la falsa devozione, la santità recitata
porta anche a te solo frustrazione: alla fine, c’è la resa dei conti!

Ballo un girotondo con la morte, e la mia pala tiene il ritmo
La cura del cimitero è il mio lavoro, dopo la terra è solida e alla fine riposo!

E manca la clientela al cimitero, è il mio lavoro correggere questo
Chi per tutta la sua vita arraffa solo e comanda di più, mi da motivo per contattarlo di notte…

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