Hafen der Stille – Porto del silenzio

Testo originale
Testo ©2004 Saltatio Mortis
Traduzione
Traduzione ©2008 Daniele Benedetti

Schwer branden die Wellen ans Ufer
Das spröde Gestein, es trotzt ihnen zäh
Ich steh allein im Regen
Seit Monaten schon kein Schiff ich erspäh
Am Horizont Möwen, die rufen
Voll Sehnsucht und Schmerz, so kommt es mir vor
Mein Blick schweift verträumt in die Ferne
Wie Donner und Sturm dringt es an mein Ohr

Entflohen denn Wirren der Städte
Verlieren die Sorgen des Lebens den Sinn
Am Hafen, der lang schon vergessen
Rieseln die Stunden dem Sand gleich dahin

Die Kiesel am alten Gestade
Geschliffen von Wind und salzigem Meer
Erinnern an riesige Perlen
Hier in meiner Hand da wiegen sie schwer
Versinken in schaumigen Kronen
Ein Strudel, so stark, er zieht sie hinab
Sie liegen auf immer vergessen
Am Grunde des Meeres im ewigen Grab

Entflohen denn Wirren der Städte
Verlieren die Sorgen des Lebens den Sinn
Am Hafen, der lang schon vergessen
Rieseln die Stunden dem Sand gleich dahin

Schon oft drehte ich meine Runden
Am einsamen Strand, wo Schiffe einst fuhrn
Die Menschen sind lang schon verschwunden
Und nirgendwo sieht man noch ihre Spurn
Ich geh melancholisch nach hause
Ich dreh mich oft um, vermisse den Sand
Am Ofen verbringe ich Stunden
Dann stell ich mir vor, ich steh noch am Strand

Entflohen denn Wirren der Städte
Verlieren die Sorgen der Lebens den Sinn
Am Hafen, der lang schon vergessen
Rieseln die Stunden dem Sand gleich dahin

Le onde si infrangono pesantemente sulla riva
La ruvida roccia, resiste loro tenacemente
Sto da solo sotto la pioggia
Già da mesi non avvisto nessuna nave
All’orizzonte gabbiani, che gridano
Pieno di desiderio e dolore, così mi succede
Il mio sguardo vaga trasognato in lontananza
Come il tuono e la tempesta penetra il mio orecchio

Fuggono perché confusi delle città
Le preoccupazioni della vita perdono senso
Nel porto, già da molto tempo dimenticato
Le ore scorrono in quella direzione come sabbia

I ciottoli sulla vecchia spiaggia
Levigati dal vento e dal mare salato
Ricordano perle gigantesche
Qui nella mia mano sono pesanti
Affondare in corone schiumose
Un vortice, così forte, li tira giù
Giacciono dimenticati per sempre
Sul fondo del mare in una tomba eterna

Fuggono perché confusi delle città
Le preoccupazioni della vita perdono senso
Nel porto, già da molto tempo dimenticato
Le ore scorrono in quella direzione come sabbia

Già spesso ho fatto i miei giri
Sulla spiaggia deserta, dove un tempo arrivavano le navi
Gli uomini sono spariti già da molto tempo
E da nessuna parte si vede ancora una loro traccia
Cammino malinconicamente verso casa
Mi giro spesso, sento la mancanza della sabbia
Trascorro le ore davanti alla stufa
Poi mi immagino, di stare ancora sulla spiaggia

Fuggono perché confusi delle città
Le preoccupazioni della vita perdono senso
Nel porto, già da molto tempo dimenticato
Le ore scorrono in quella direzione come sabbia

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