Satyr – Satiro

Testo originale
Testo ©1999 Letzte Instanz
Traduzione
Traduzione ©2012 Walter Biava

Marie hab ich am Bein berührt
Im Mai zur Mittagszeit
Vom Pferde fiel sie mir zu Füß
Und später fiel ihr Kleid
Sie lag ganz weich in meinem Arm
War völlig ohne Wehr
Doch plötzlich stand ihr Mann vor mir
Mit seinem Schrotgewehr

Elisa war ein schönes Weib
Es ist lange noch nicht her
Da hab ich ihre Hand geküsst
Und später ein’ges mehr
Ihr Gatte starb vor einem Jahr
Hat sie mir oft betont
Doch der Riesenkerl von Bruder
Ich lief so schnell ich konnt

Quantus est tremor futurus
quando est judex venturus
supplicante parce deus

Wer tat mir diese Schmach nur an
Ward schwach bei jedem Weib
Bin hundertfach wohl Vater schon
Und es brennt in meinem Leib
Nun sind mir alle hinterher
Das Weib, ihr Mann, der Sohn
Ein Obdach find ich nimmermehr
Das hab ich nun davon

Quantus est tremor futurus
quando est judex venturus
supplicante parce deus

Maria ti ho sfiorata sulla gamba
a maggio nell’ora di pranzo
dal cavallo lei è scesa da me a piedi
e più tardi è caduto il suo vestito
Lei giaceva assai debole fra le mie braccia
era completamente inerme
ma all’improvviso il suo uomo stava di fronte a me
col suo fucile a pallini di piombo

Elisa era una bella donna
da molto non è più qui
la le baciai la sua mano
e più tardi poco dopo
la sua consorte morì per un anno
lei mi ha spesso accentato
ma l’omaccione del fratello
Io corsi più veloce che potevo

Quanto tremore ci sarà
quando il giudizio discenderà dal paradiso
al penitente, il Signore da ascolto

Chi mi ha arrecato questa vergogna
sarà debole accanto ad ogni donna
son già padre da un centinaio di volte
e brucia nel mio corpo
perciò più tardi son tutti miei
la donna, il suo uomo, il figlio
io non trovo più alcun rifugio
ora questo è ciò che ho davanti

Quanto tremore ci sarà
quando il giudizio discenderà dal paradiso
al penitente, il Signore da ascolto

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