Und die Hörner des Sommers verstummten
E i corni dell’estate sono ammutoliti [1]

Testo originale
Georg Heym
Traduzione
Traduzione ©2008 Daniele Benedetti

Und die Hörner des Sommers verstummten im Tode der Fluren
In das Dunkel flog Wolke auf Wolke dahin
Aber am Rande schrumpften die Wälder verloren
Wie Gefolge der Särge in Trauer vermummt

Laut sang der Sturm im Schrecken der bleichenden Felder
Er fuhr in die Pappeln und bog einen weißen Turm
Und wie der Kehricht des Windes lag in der Leere
Drunten ein Dorf, aus grauen Dächern gehäuft

Aber hinaus bis unten am Grauen des Himmels
Waren aus Korn des Herbstes Zelte gebaut
Unzählige Städte, doch leer und vergessen
Und niemand ging in den Gassen herum

Und es sang der Schatten der Nacht. Nur die Raben noch irrten
Unter den drückenden Wolken im Regen hin
Einsam im Wind, wie im Dunkel der Schläfen
Schwarze Gedanken in trostloser Stunde fliehn

E i corni dell’estate sono ammutoliti nella morte dei campi
Nel buio nube su nube volò via
Ma al margine si ritirano i boschi perduti
Imbacuccati a lutto come il seguito della bara

La tempesta ha cantato forte nello spavento del campo che sbiadisce
È andata tra i pioppi e ha piegato una torre bianca
E come lo sporco del vento è rimasta nel vuoto
Sotto un villaggio, fatto di tetti grigi ammucchiati

Ma fuori fin sotto il grigio del cielo
Le tende dell’autunno erano fatte di grano
Innumerevoli città, ma vuote e dimenticate
E nessuno girava per le vie

E l’ombra della notte ha cantato. Solo i corvi si sono sbagliati ancora
Sotto le nuvole cariche di pioggia
Soli nel vento, come nel buio del sonno
Neri pensieri fuggono nell’ora sconsolata

[1] Il testo della canzone è una poesia di Georg Heym.

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