Requiem [1]

Testo originale
Gottfried Benn
Traduzione
Traduzione ©2008 Daniele Benedetti

Auf jedem Tisch zwei. Männer und Weiber
kreuzweis. Nah, nackt, und dennoch ohne Qual
Den Schädel auf. Die Brust entzwei. Die Leiber
gebären nun ihr allerletztes Mal

Jeder drei Näpfe voll: von Hirn bis Hoden
Und Gottes Tempel und des Teufels Stall
nun Brust an Brust auf eines Kübels Boden
begrinsen Golgatha und Sündenfall

Der Rest in Särge. Lauter Neugeburten:
Mannsbeine, Kinderbrust und Haar vom Weib
Ich sah von zweien, die dereinst sich hurten
lag es da, wie aus einem Mutterleib

Ad ogni tavolo due. Uomini e donne
a croce. Vicini, nudi, e tuttavia senza tormento
Il cranio aperto. Il petto a pezzi. I corpi
partoriscono ora la loro ultimissima volta

Ogni tre ciotole piene: dal cervello ai testicoli
E il tempio di Dio e la stalla del Diavolo
ora petto a petto ammucchiati a terra
sogghignavano il Golgota e la caduta dell’uomo

Il resto in bare. Nuove nascite rumorose:
Gambe di uomo, torace di bambino e capelli di donna
Ne ho visti due, che un tempo fornicavano
giace là, come da un grembo

[1] Il testo della canzone è una poesia di Gottfried Benn.

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