Menschliches Elende – La miseria umana [1]

Testo originale
Andreas Gryphius
Traduzione
Traduzione ©2008 Daniele Benedetti

Was sind wir Menschen doch! Ein Wohnhaus grimmer Schmerzen
Ein Ball des falschen Glücks, ein Irrlicht dieser Zeit
Ein Schauplatz herber Angst, besetzt mit scharfem Leid
Ein bald verschmelzter Schnee und abgebrannte Kerzen

Dies Leben fleucht davon wie ein Geschwätz und Scherzen
Die vor uns abgelegt des schwachen Leibes Kleid
Und in das Totenbuch der großen Sterblichkeit
Längst eingeschrieben sind, sind uns aus Sinn und Herzen

Gleich wie ein eitel Traum leicht aus der Acht hinfällt
Und wie ein Strom verscheußt, den keine Macht aufhält
So muß auch unser Nam, Lob, Ehr und Ruhm verschwinden

Was itzund Atem holt, muß mit der Luft entfliehn
Was nach uns kommen wird, wird uns ins Grab nachziehn
Was sag ich? Wir vergehn wie Rauch von starken Winden

Ma cosa siamo noi uomini! Un’abitazione di atroci dolori
Una palla di falsa felicità, un fuoco fatuo di questi tempi
Una scena di aspra paura, occupata con dolore tagliente
Una neve che si scioglie prsto e candele bruciate

Questa vita fugge via come chiacchiere e scherzi
Che davanti a noi si toglie il vestito del debole corpo
E nel libro sei morti della grande mortalità
Siamo iscritti da tempo, siamo fatti di mente e cuore

Proprio come un sogno presuntuoso cade facilmente dall’attenzione
E come un flusso si esaurisce, che non trattiene nessun potere
Così devono sparire anche il nostro nome, elogio, onore e gloria

Quello che adesso trattiene il respiro, deve sgorgare con l’aria
Quello che verrà dopo di noi, ci trascinerà nella tomba
Cosa dico? Saremo spazzati via come fumo dal vento forte

[1] Il testo della canzone è una poesia di Andreas Gryphius.

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