Grenzen der Menschheit – Limiti dell’umanità [1]

Testo originale
Johann Wolfgang von Goethe
Traduzione
Traduzione ©2008 Daniele Benedetti

Wenn der uralte
Heilige Vater
Mit gelassener Hand
Aus rollenden Wolken
Segnende Blitze

Über die Erde sät
Küß ich den letzten
Saum seines Kleides
Kindlicher Schauer
Treu in der Brust

Denn mit Göttern
Soll sich nicht messen
Irgendein Mensch
Hebt er sich aufwärts
Und berührt
Mit dem Scheitel die Sterne
Nirgends haften dann
Die unsicheren Sohlen
Und mit ihm spielen
Wolken und Winde

Stehet er mit festen
Markigen Knochen
Auf der wohlgegeründeten
Dauernden Erde
Reicht er nicht auf
Nur mit der Eiche
Oder der Rebe
Sich zu vergleichen

Was unterscheidet
Götter von Menschen?
Daß viele Wellen
Vor jenen wandeln
Ein ewiger Strom:
Uns hebt die Welle
Verschlingt die Welle
Und wir versinken

Ein kleiner Ring
Begrenzt unser Leben
Und viele Geschlechter
Reihen sich dauernd
An ihres Daseins
Unendliche Kette

Se l’antichissimo
Santo Padre
Con mano calma
Dalle nuvole arrotolate
Benedicendo lampi

Semina sulla terra
Io bacio l’ultimo
Margine del suo vestito
Brivido infantile
Fedelmente nel petto

Perché con gli dei
Non ci si deve misurare
Se una qualunque persona
Si solleva verso l’alto
E tocca
Con la riga le stelle
Allora non aderiscono da nessuna parte
Le suole insicure
E con lui giocano
Nuvole e venti

Sta con forti
Energiche ossa
Sulla tonda
Duratura terra
Non gli basta
Confrontarsi
Solo con la quercia
O la vite

Cosa distingue
Gli dei dagli uomini?
Che molte onde
Camminano davanti a quelli
Un flusso eterno:
L’onda ci solleva
L’onda ci inghiotte
E noi affondiamo

Un piccolo anello
Delimita la nostra vita
E molte generazioni
Si allineano continuamente
Alla loro esistenza
Catena infinita

[1] Il testo della canzone è una poesia di Johann Wolfgang von Goethe.

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