Ein Fest für die Verlorenen – Una festa per i perduti

Testo originale
Testo ©2010 Lacrimosa
Traduzione
Traduzione ©2011 Daniele Benedetti

Profan ist gegenwärtiges
Denn “Heute” ist des Morgens “Gestern”
Ist vergangen – wird vergessen
Außer jenen das nur wenigen verstehen
aber viele wiederholen
Sinnentleert dem Zeitgeist folgend

Wer braucht Inhalt wer will fühlen?
Und wer sucht nach der Deutlichkeit
Buße der Vergänglichkeit
All die Klugen, all die Weisen
Würden sich im Grab umdrehen
könnten sie euch heute sehen

Doch was sagten all die jenen
derer man sich nicht erinnert
weil sie ungemütlich oder fremd
und meist unabhängig waren?

Alleine sitze ich, der Geist verklärt
die Seele weit geöffnet
Und so lade ich mir ein
die unkonforme Schönheit
die ungehörten Klänge
Worte nackter Wahrheit
Und die Stimmen der Vergessenen

Kein Herz geht hier verloren
Und keiner bleibt hier unerkannt
Auch der Zeitgeist wird durchschaut
Wer erbringt der Künste Opfer?
Und wer sonnt sich im Rampenlicht
und verliert dabei sein Gleichgewicht?

Doch was sagten all die jenen
deren man sich nicht erinnert
weil sie ungemütlich oder fremd
und meist unabhängig waren?

Dies ist meine Feier!
Ein Fest für die Verlorenen
Ein Fest für die Vergessenen

Dies ist meine Feier!
Willkommen ist wer draußen steht
Wer einsam und verlassen lebt

Dies ist eure Feier!
Ein Fest für die Verlorenen
Ein Fest für die Vergessenen

Nehmt nun hin die Tränen
Die keiner für euch je geweint
Vom Herzen sind sie euch geweiht

Profano è attuale
Perché “oggi” è lo “ieri” di domani
È passato – sarà dimenticato
Tranne quelli che capiscono solo poco
ma molti ripetono
Seguendo senza senso lo spirito del tempo

Chi ha bisogno di contenuto, chi vuole riempire?
E chi cerca la chiarezza
Penitenza della transitorietà
Tutti gli intelligenti, tutti i saggi
Si rivolterebbero nella tomba
se potessero vedervi oggi

Ma cosa hanno detto tutti quelli
di quelli non ci si ricorda
perché erano sgradevoli o stranieri
e di solito indipendenti?

Siedo da solo, lo spirito trasfigurato
l’anima ampiamente aperta
E così invito presso di me
la bellezza non conforme
i suoni inauditi
parole di nuda verità
E le voci dei dimenticati

Nessun cuore va perduto qui
E nessuno qui resta sconosciuto
Anche lo spirito del tempo sarà guardato
Chi porterà la vittima dell’arte?
E chi prenderà il sole nella luce della ribalta
e perderà il suo equilibrio?

Ma cosa hanno detto tutti quelli
di quelli non ci si ricorda
perché erano sgradevoli o stranieri
e di solito indipendenti?

Questa è la mia celebrazione!
Una festa per i perduti
Una festa per i dimenticati

Questa è la mia celebrazione!
È benvenuto chi sta fuori
Chi vive solo e abbandonato

Questa è la vostra celebrazione!
Una festa per i perduti
Una festa per i dimenticati

Ora accettate le lacrime
Che nessuno ha pianto per voi
Dal cuore sono a voi consacrate

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