Lieb Vaterland, magst ruhig sein
Cara patria, devi stare tranquilla [1]

Testo originale
Testo ©2016 In Extremo
Traduzione
Traduzione ©2016 Daniele Benedetti / Tina Troccoli

Im Frühjahr, wenn die Blumen blühen
Ist es Zeit für mich zu ziehen
Der Flaum am Kinn, zu jung an Jahren
Die erste Liebe kaum erfahren
Für Ruhm und Ehr‘, fürs Vaterland
So ist mir auch vorm Tod nicht bang
Die Pflicht, sie ruft, auf in die Schlacht
Auf dass sie mich zum Manne macht

Nun zieh ich in ein fremdes Land
Hab das eigene kaum gekannt
Die Heimat schwindet Stück für Stück
Die Brüder kehrten nie zurück
Kanonendonner, Feuerschein
Werden meine Liebsten sein
Die Fahne flattert stolz im Wind
Das Herz pocht schnell, ich folge blind

Lieb Vaterland, magst ruhig sein
Ein jeder stirbt für sich allein
Ich bin klein, mein Herz ist rein
Kann niemand darin wohnen, nur der Tod allein:

Das Säbelrasseln ist nicht mehr weit
Herrgott nochmal, jetzt wird es Zeit
Mutters Tränen sind mir leid
Der Waffenrock mein stolzes Kleid
Wir stürmen vor, die Herzen brennen
Und töten das, was wir nicht kennen
Hab sorglos all den Tod verlacht
Was hat die Welt aus mir gemacht?

Aus Schützengräben stöhnt es matt
Weh dem, der keine Freunde hat
Die Stiefel hart, die Wangen blass
Die Wunden rot, den Blick voll Hass
Auf blutgetränkter Erde dann
Bricht der Zweifel seinen Bann
Am Ende steht mir zu der Lohn
Es rollt mein Kopf vor deinen Thron

Lieb Vaterland, magst ruhig sein
Ein jeder stirbt für sich allein
Ich bin klein, mein Herz ist rein
Kann niemand darin wohnen, nur der Tod allein

In primavera, quando i fiori sbocciano
E’ tempo per me di andare
La peluria sul mento, troppo giovane d’età
Conoscere appena il primo amore
Per la gloria e l’onore, per la patria
Così non ho paura neanche della morte
Il dovere chiama in battaglia
Affinché mi renda uomo

Ora mi dirigo in un paese straniero
L’ho appena conosciuto
La patria svanisce poco a poco
I fratelli non sono mai ritornati
Il tuono del cannone, il bagliore del fuoco
Saranno i miei amati
La bandiera svolazza orgogliosamente nel vento
Il cuore batte veloce, seguo ciecamente

Cara patria, devi stare tranquilla
Ognuno muore solo per se
Io sono piccolo, il mio cuore è puro
Nessuno può abitare in esso, solo la morte

Lo sferragliare della sciabola non è più lontano
Accidenti, adesso è il momento
Ne ho abbastanza delle lacrime delle madri
L’uniforme militare, il mio vestito orgoglioso
Ci lanciamo all’attacco, i cuori bruciano
E uccidiamo ciò che non conosciamo
Ho deriso con leggerezza tutta la morte
Cosa ha fatto il mondo di me?

Dalle trincee geme debolmente
il dolore di chi non ha amici
Gli stivali duri, le guance pallide
Le ferite rosse, lo sguardo pieno d’odio
Sulla terra intrisa di sangue allora
Il dubbio spezza il suo incantesimo
Alla fine mi spetta la ricompensa
La mia testa rotola davanti al tuo trono

Cara patria, devi stare tranquilla
Ognuno muore solo per se
Io sono piccolo, il mio cuore è puro
Nessuno può abitare in esso, solo la morte


[1] “Lieb Vaterland, magst ruhig sein” è l’inizio del ritornello della celebre canzone patriottica tedesca “Die Wacht am Rhein” (La guardia al Reno). Le sue origini risalgono ai passati conflitti con la Francia. La canzone fu particolarmente popolare durante la Guerra Franco-Prussiana e durante la Prima guerra mondiale. Il testo esorta la Germania a stare tranquilla perché la guardia che le sue truppe montano lungo il Reno, la proteggerà dalle mire francesi su quelle regioni.

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