Introductio I – Introduzione I

Testo originale
Testo ©2007 Heimatærde
Traduzione
Traduzione ©2010 Daniele Benedetti

Ich halte den Leibe in meinen Armen
rieche noch deinen Atem
Hoere den Wind wie er mit uns spricht
Er erzaehlt von Ereignissen jenseits unserer Vorstellungskraft
Er streifte unvorstellbares Grauen wie auch Freud
Und doch ist er des Seins nicht mued
Verbringt den Atem Gottes in alle Ecken dieser Welt
Macht keinen unterschied
zwischen gut und boes, schwarz und weiß
Ist einfach da und existiert in dem immerwaehrenden kreis
Den wir nun schließen und eingehen

In die Heimataerde

Auch sie ist von allem erfuellt was uns umgibt
Dem geliebten und ungeliebten
Denn vor Gott sind alle gleich
Man wird zu dem aus dem man gekommen ist
Asche zu Asche und Staub zu Staub
Und so wandeln wir ueber alles sein
In ewiger Erinnerung an die Vergaenglichkeit
Der Kreis er schließt sich immerdar
Meine Liebe bereichert nun auch

Meine lebensspendende Heimataerde

Stringo il corpo tra le mie braccia
annuso ancora il tuo respiro
Sento il vento come parla con noi
Racconta di eventi aldilà della nostra immaginazione
Ha sfiorato orrore inimmaginabile come anche gioia
E tuttavia non è stanco dell’essere
Trascorre il respiro di Dio in tutti gli angoli di questo mondo
Non fa nessuna distinzione
tra buono e cattivo, nero e bianco
È semplicemente qui ed esiste nel cerchio continuo
Che ora noi chiudiamo ed entriamo

Nella patria

Anche essa è riempita da tutto ciò che ci circonda
Da ciò che è amato e ciò che non lo è
Perché davnti a Dio siamo tutti uguali
Si ritornerà a ciò da cui si è venuti
Cenere alla cenere e polvere alla polvere
E così vaghiamo sopra tutto l’essere
Nell’eterno ricordo verso la transitorietà
Il cerchio si chiude per sempre
Il mio amore arricchisce ora anche

La mia patria che offre la vita

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