Schlachtensang der Einherjer
Canto di battaglia degli spiriti guerrieri [1]

Testo originale
Testo ©2007 Gernotshagen
Traduzione
Traduzione ©2011 Walter Biava

Altes Fleisch durch Krieg gegerbt
langsam schreitend durch die Nacht
Die Haut zernarbt von tiefen Wunden
sein Gesicht getaucht
in Schattenpracht
Und doch ehrvoll und erhaben
um Heere in die Flucht zu schlagen

Mit Furcht und mit Angst
zieht der Wind durch mein Land
Der Mut meiner Feinde
ist verloren und verbrannt
Den Mond meiner Heimat
sehen die zum letzten Mal
Mein Mut und mein Schwert
bringen mich nach Valhall

Sein weißes Haar
den Nordwind gleicht
Seine Rüstung schwarz mit Blut beschmiert
Sein langer Bart durch Frost vereist
Der Mjöllnir seinen Rundschild ziert

Der Nordwind von seinen Taten singt
Wie furchtlos er den Feind bezwingt
Mit Blutrausch und mit Kampfeszorn
Mit Tapferkeit stand er steht’s vorn
Mit blankem Schwert den Feind verschlingt
Hört man wie sein Ruf erklingt

Mit Furcht und mit Angst
zieht der Wind durch mein Land
Der Mut meiner Feinde
ist verloren und verbrannt
Den Mond meiner Heimat
sehen die zum letzten Mal
Mein Mut und mein Schwert
bringen mich nach Valhall

Das Mondlicht ein letztes Mal
auf seiner Rüstung schimmert
Die Augen müde und doch stolz
und ohne Furcht
Das Schwert hält er erhoben
in seiner Hand
Doch sein Körper ist gealtert
und seine Knochen sind zertrümmert
Geborsten schon wie alter Stahl
so sang er auf Erden
Sein Kriegslied ein letztes mal

Mit Furcht und mit Angst
zieht der Wind durch mein Land
Der Mut meiner Feinde
ist verloren und verbrannt
Den Mond meiner Heimat
sehen die zum letzten Mal
Mein Mut und mein Schwert
bringen mich nach Valhall

Erliegt er nun trotz aller Kraft
seiner Feinde feiger Macht
So sang er zum letzten Mal
auf dem Wege nach Valhall

Carne vecchia conciata dalla guerra
camminando lentamente durante la notte
La pelle cicatrizzata da profonde ferite
il suo viso immerso
nello splendore dell’ombra
Ma pieno d’onore e sublime
per colpire l’esercito in fuga

Con spavento e paura
il vento soffia sulla mia terra
Il coraggio dei miei nemici
è perduto e bruciato
Quelli vedono per l’ultima volta
la luna della mia patria
Il mio coraggio e la mia spada
mi portano verso il Valhalla [2]

I suoi capelli bianchi
assomigliano al vento del nord
La sua armatura nera ricoperta di sangue
La sua lunga barba si ghiaccia nel gelo
Il Mjöllnir orna il suo scudo rotondo [3]

Il vento del nord canta le sue gesta
Come vince senza paura il nemico!
Con la sete di sangue e l’ira della battaglia
Con coraggio stava sempre davanti
Con la lucida spada divora il nemico
Ascoltate come risuona la sua chiamata

Con spavento e paura
il vento soffia sulla mia terra
Il coraggio dei miei nemici
è perduto e bruciato
Quelli vedono per l’ultima volta
la luna della mia patria
Il mio coraggio e la mia spada
mi portano verso il Valhalla

La luce della luna scintilla
un’ultima volta sulla sua armatura
Gli occhi stanchi e tuttavia orgogliosi
e senza paura
Tiene la spada sollevata
nella sua mano
Ma il suo corpo è invecchiato
e le sue ossa sono fracassate
Già spaccate come vecchio acciaio
così ha cantato sulla terra
Il suo canto di battaglia un’ultima volta

Con spavento e paura
il vento soffia sulla mia terra
Il coraggio dei miei nemici
è perduto e bruciato
Quelli vedono per l’ultima volta
la luna della mia patria
Il mio coraggio e la mia spada
mi portano verso il Valhalla

Ora soccombe nonostante tutta la forza
al vile potere dei suoi nemici
Così ha cantato per l’ultima volta
sulla strada verso il Valhalla

[1] Nella mitologia norrena gli Einherjer erano gli spiriti dei guerrieri che erano morti combattendo valorosamente in battaglia.

[2] Il Valhalla, letteralmente “sala dei morti in battaglia” è il luogo in cui le Valchirie accompagnano gli spiriti dei guerrieri morti valorosamente.

[3] Mjöllnir è il nome del leggendario martello del dio norreno Thor.

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