Blut im Auge – Sangue nell’occhio

Testo originale
Testo ©2008 Equilibrium
Traduzione
Traduzione ©2014 Walter Biava

Was ich sah auf meiner Reise,
Scheint zu wahr es zu erzähln,
Drum versuch ich auf meine Weise,
Euch mit mir dort hinzunehmn.

Wie ich einst auf dunklen Pfaden,
Weit von hier in Nordens Land,
Sah was mir den Atem raubte,
Was ich bis da nicht gekannt.

Blut im Auge
Auf wunde Knie
So sank ich nieder
So fand ich sie

So beschloss ich dort zu bleiben.
Was ich sah, ließ mich nicht mehr los,
Zu entdecken ihr Geheimnis,
War die Nacht für mich verlor’n.

Tag um Tag in grauem Regen,
Suchte ich den Blick noch mal,
War verfallen jenem Zauber,
Den ich bisher nicht erahnt.

Blut im Auge
Auf wunde Knie
Sank ich nieder
So fand ich sie

Lies zurück der Städte Tore,
zog hinauf in eisige Hö’n
Sturmgewitter, Donners Peitschen
Suchten mich zu Grund zu gehn
Blickte in des Wassers Fälle,
Hinter Sträucher, Birkenhain
Unruhig Blicke, grau die Wogen,
Wo mag sie geblieben sein?

Schlaflos, rastlos such ich…
Lautlos, raunend, hört sie mich nicht…
Über Felsen, Berg und Heide,
Dickicht, Dornen, Dunkelheit,
Such ich sie bei Nacht, die Weiße,
Such den gleißend’ Himmelsschein…

Ciò che io vidi nel mio viaggio,
sembra troppo vero per raccontarlo,
perciò provo a modo mio,
a portarvi lì con me.

Come io una volta sui sentieri oscuri,
lontano da qui nelle terre del Nord,
vidi qualcosa che rubò il mio respiro,
qualcosa che io fino ad allora non conoscevo.

Sangue nell’occhio
sul ginocchio insanguinato
così sprofondai verso il basso
così io la trovai

Così io decisi di rimanere lì.
Ciò che io vidi, non mi lasciò più,
(non mi lasciò) scoprire il suo segreto,
la notte era per me persa.

Giorno dopo giorno nella grigia pioggia,
cercavo ancora lo sguardo,
ero succube di quella magia,
che fin’ora non avevo immaginato.

Sangue nell’occhio
sul ginocchio insanguinato
così sprofondai verso il basso
così io la trovai

Lasciai alle spalle i portoni della città,
andai su e giù per gelide quote
tempesta, scudiscio del tuono,
provarono a gettarmi a terra
io gettai uno sguardo alla caduta dell’acqua
dietro ai cespugli, un bosco di betulle
sguardo inquieto, i flutti grigi,
dove potrebbe esser rimasta?

Insonne, instancabilmente cerco…
silenzioso, sussurrando, lei non mi sente…
Sopra le rocce, montagne e brughiere,
fra boscaglie, spine, oscurità
la cerco di notte, l’essere bianco,
cerco lo splendore del cielo che luccica…


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