Todestag – Anniversario della morte

Testo originale
Testo ©2013 Eisregen
Traduzione
Traduzione ©2014 Daniele Benedetti

Was ich an dir geliebt
verschwand im Lauf der Jahre
Und was davon noch übrig blieb
kann ich nicht mehr ertragen

Die Stimme – schrill und monoton
vergiftet den Verstand
Der Wahnsinn in mir lauert schon
bis ich die Lösung fand

Der Hammer – schwer und ungelenk
Der Hammer hat’s gerichtet
Den Hammer hat mir Gott geschenkt
er hat mein Haus in Rot getränkt

Der Hammer – schwer und voller Blut
er brachte dich zum Schweigen
Die Ruhe tut mir richtig gut
lässt mich nicht länger leiden

Der Rest von dir
so blass und kalt
Geht auf Reisen in den Wald
Bei finsterer Nacht
bei Nebel, meist verdeckt
Niemand darf wissen, was in den Säcken steckt
Beschwerlich ist der Weg
der uns zum Ziele trägt
Ganz tief im Wald
im Unterholz
wirst du zur Ruh gelegt

In ein Loch im Boden
Kein Stein, kein Blumenberg
Zeit für den Abschied
Bis bald, mein Schatz

Zehn Jahre sind vergangen
seit jenem letzten Hammerschlag
Besuch dich jedes Jahr im Juli
an deinem Todestag
Mit einem Schluck vom Edelwein
stoß ich an auf unser Wohl
Gedenke dem, der Frieden brachte
hab ihn mir übers Bett gehängt

Der Hammer – schwer und ungelenk
Der Hammer hat’s gerichtet
Den Hammer hat mir Gott geschenkt
er hat mein Haus in Rot getränkt

Der Hammer – schwer und voller Blut
er brachte dich zum Schweigen
Die Ruhe tut mir richtig gut
lässt mich nicht länger leiden

Quello che ho amato di te
è scomparso nel corso degli anni
E quello che ancora ne è rimasto
non posso più sopportarlo

La voce – stridula e monotona
avvelena la mente
La pazzia sta già in agguato dentro di me
finché non ho trovato la soluzione

Il martello – pesante e maldestro
Il martello l’ha giudicata
Il martello me l’ha dato Dio
ha imbevuto la mia casa di rosso

Il martello – pesante e pieno di sangue
ti ha fatta tacere
La calma mi fa veramente bene
non mi fa soffrire più a lungo

I tuoi resti
così pallidi e freddi
Vanno in viaggio nel bosco
A notte fonda
per lo più coperta dalla nebbia
Nessuno deve sapere, cosa c’è nei sacchi
Faticosa è la via
che ci porta a destinazione
Nel profondo della selva
nel sottobosco
sarai messa a riposare

In un buco nel terreno
Nessun pietra, nessuna montagna di fiori
Tempo per l’addio
A presto, tesoro mio

Dieci anni sono passati
da quell’ultimo colpo di martello
Ti ho fatto visita ogni anno a Luglio
nell’anniversario della tua morte
Con un sorso di vino pregiato
rutto alla nostra salute
Ricordo chi, ha rotto la pace
me lo sono appeso sopra il letto

Il martello – pesante e maldestro
Il martello l’ha giudicata
Il martello me l’ha dato Dio
ha imbevuto la mia casa di rosso

Il martello – pesante e pieno di sangue
ti ha fatto tacere
La calma mi fa veramente bene
non mi fa soffrire più a lungo

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