Ripper von Rostow – Macellaio di Rostov

Testo originale
Testo ©2004 Eisregen
Traduzione
Traduzione ©2009 Daniele Benedetti

Vor ein paar Jahren im November
Fuhr der Tod oft Eisenbahn
Er durchquerte die Ukraine
Bis er an Rostows Bahnhof kam

Der Tod hat seit jeher viele Namen
Tschikatilo nur einer davon
Ein hagerer Mann im mittleren Alter
Dessen Blut kalt durch die Adern rann

Mit ihm im Zug saß eine Frau namens Sveta
Blondes Haar hat es ihm angetan
Sie unterhielten sich eine ganze Weile
bis Sveta in Rostow am Ziel ankam

Er stieg mit ihr aus, die Nacht war gekommen
Und suchend schaute Sveta sich um
“Keine Angst junge Frau, ich bring’ dich nach Hause
Das ist doch das Wenigste was ich tun für dich kann.”

Bald schon hatten beide das Waldstück erreicht
Die Abkürzung, die der Mann ihr versprach
Nur das Rauschen des Waldes war ihr Begleiter
Kein Augenzeuge, weit und breit

Dann zeigte der Tod sein wahres Gesicht
im Mondlicht brach faulend die Bestie hervor
Zwei Dutzend Messerstiche sollten ihr folgen
Durch welche Sveta ihr Leben verlor
Er zerfetzte den Leib, der einst ihm gefiel
Er zerrte heraus, was verborgen lag

Nur das Rauschen des Waldes war einsamer Zeuge
Als Tschikatilo die Augen der Leiche barg
Ganz langsam nur klang die Lust in ihm ab
Und zurück ließ er ein Meer aus Blut
Am Rande des Waldes verteilt ein Körper
Nur Stückwerke ließ übrig die rasende Wut

Zurück am Bahnhof wartet er auf den Zug
Bis letztlich der Zufall ihn überführt
Ein Polizist bemerkte Blut an seinen Händen
Bald wird er bekommen, was ihm gebührt

Ein paar Tage später wird sie festgenommen
Die Bestie blieb zwölf Jahre unerkannt
53 Menschen hat sie genommen
Ehe sie durch Genickschuss ihr Ende fand
Ehe sie durch Genickschuss ihr Ende fand

Un paio di anni fa
La morte ha guidato spesso la ferrovia
Ha attraversato l’Ucraina
Finché è arrivata alla stazione di Rostov

La morte ha da sempre molti nomi
Chikatilo [1] solo uno di questi
Un uomo magro di mezza età
Il cui sangue scorreva freddo nelle vene

Sul treno con lui è seduta una giovane donna di nome Sveta
Le ha fatto i capelli biondi
Hanno parlato un po’
Finché a Rostov Sveta è giunta a destinazione

È sceso con lei, era giunta la notte
E si è guardato intorno cercando Sveta
“Niente paura giovane donna, ti accompagno a casa
Certo questo è il minimo che posso fare per te.”

Già presto avevano raggiunto entambi il bosco
La scorciatoia, che l’uomo le aveva promesso
Solo il rumore del bosco era il suo accompagnatore
Nessun testimone oculare, in lungo e in largo

Allora la morte ha mostrato il suo vero volto
al chiaro di luna la bestia è uscita fuori marcendo
Due dozzine di coltellate dovevano seguirla
Attraverso le quali Sveta ha perso la sua vita
Ha lacerato il suo corpo, che prima gli piaceva
Ha tirato fuori, quello che era nascosto

Il rumore del bosco era l’unico testimone
Quando Chikatilo ha chiuso gli occhi del cadavere
Molto lentamente è diminuita la voglia in lui
E dietro ha lasciato un mare di sangue
Al margine del bosco ha diviso un corpo
La rabbia furiosa ha lasciato solo lavori imperfetti

Tornato alla stazione ha aspettato il treno
Finché alla fine la sorte ne ha provato la colpevolezza
Un poliziotto ha notato il sangue sulle sue mani
Presto avrebbe ricevuto, ciò che gli spettava

Un paio di giorni più tardi è stato arrestato
La bestia è rimasta sconosciuta per dodici anni
Ha preso 53 uomini
Prima di trovare la sua fine con un colpo alla nuca
Prima di trovare la sua fine con un colpo alla nuca

[1] Andrei Chikatilo, serial killer ucraino. La canzone racconta uno dei 53 omicidi da lui commessi.

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