Nichts wäret ewiglich – Nulla sarebbe eterno

Testo originale
Testo ©1996 Eisregen
Traduzione
Traduzione ©2014 Walter Biava

Dunkles Zwielicht
kündet von der Geburt der Nacht
Meine Schritte
Führn mich tiefer in den Wald
wisperndes Gemurmel
in Baumkronen
Das einzige Geräusch
Hier ist das Ziel meiner Bestimmung
Blutroter Nebel
Färbt das Firmament
des Abendhimmels
Ein eisiger Wind
Fährt mir ins Mark aller Knochen
Hier ist der Ort
an dem ich mich opfer
Hier wartet das Ende
Meines irdischen Seins

Die Boten des nahenden Winters
Entsenden ihren frostigen Glanz
Erwecken in mir
Längst verloren geglaubte Gelüste
Meine alte bleiche Haut
Im Schein des Herbstmondes

Und das Flüstern der Wälder
Die Hymne an die Nacht
In tausenden Zungen flüstern
sie meinen Namen
Erbitten meine Seele
als eine der ihren

Dunkles Zwielicht
kündet von der Geburt der Nacht
Und ich bin hier
Bis zum Ende der Zeit

Mein Grab wird Mutter Erde sein
Auf einem Sarg aus Blättern
Mein Körper wird ruh’n
Und so wird mein Name unsterblich
Für immer verewigt
In den Hymnen der Natur

Ein kurzer Schmerz
Als meine Adern ich öffne
Mein warmes Blut
vermählt mit dem Wind der Nacht
Mein Leid
wird schier unsäglich
Für immer verewigt
In den Hymnen der Natur

Eine schwarze Gestalt dort
Auf der Lichtung am Rande des Waldes
Ihr knochiger Finger
Der auf mich weist
Und sie reicht mir ihre kalte Hand
Mein Tod erhört
Mein Leid war nicht umsonst

Und der erste Schnee
Fällt auf meinen Körper
Bedeckt mich kalt
wie ein Leichentuch
Mein starrer Leib
Getilgt vom Antlitz der Erde
Doch – mein Name – unsterblich
in den Hymnen der Natur

Nichts wäret ewiglich
und die Natur bleibt bestellt

Und der erste Schnee
Fällt auf meinen Körper
Bedeckt mich kalt
wie ein Leichentuch
Mein starrer Leib
Getilgt vom Antlitz der Erde
Doch – mein Name – unsterblich
in den Hymnen der Natur

……….[1]

Nichts wäret ewiglich
und die Natur bleibt bestellt

Und der erste Schnee
Fällt auf meinen Körper
Bedeckt mich kalt
wie ein Leichentuch
Mein starrer Leib
Getilgt vom Antlitz der Erde
Doch – mein Name – unsterblich
in den Hymnen der Natur

Lo scuro crepuscolo
racconta della nascita della notte
i miei passi
mi conducono nel profondo della foresta
borbottii bisbiglianti
nella chioma dell’albero
l’unico rumore
qui è il traguardo del mio scopo
nebbia rosso sangue
colora il firmamento
del cielo della sera
un vento gelido
mi scorre lungo midollo e (lungo) tutte le ossa
questo è il posto
sul quale io mi sacrifico
qui aspetta la fine
del mie essere terreno

I messaggeri dell’inverno che si avvicina
spediscono la loro glaciale luminosità
destano in me
una voglia creduta persa da tanto tempo
la mia vecchia pelle pallida
nello splendore della luna autunnale

Ed i sussurri dei boschi
l’inno alla notte
in migliaia di lingue loro
sussurrano il mio nome
chiedono gentilmente la mia anima
come (se fossi) uno di loro

Lo scuro crepuscolo
racconta della nascita della notte
ed io sono qui
fino alla fine del tempo

La mia tomba sarà madre natura
la mia bara sarà fatta di foglie
il mio corpo riposerà
e così il mio nome sarà immortale
immortalato per sempre
nell’inno della natura

Un lieve dolore
mentre io apro le mie vene
il mio sangue caldo
si sposa con il vento della notte
il mio dolore
sarà indicibilmente schietto
immortalato per sempre
nell’inno della natura

Lì una nera figura
ai margini della radura della foresta
le sue dita ossute
che mi indicano
e si poggia su di me la sua fredda mano
la mia morte si esaudisce
la mia morte non era vana

e la prima neve
cade sul mio corpo
freddamente mi copre
come un sudario
il mio corpo rigido
cancellato dalla faccia della terra
ma – il mio nome – immortale
nell’inno della natura

Nulla sarebbe eterno
e la natura rimane ordinata

e la prima neve
cade sul mio corpo
freddamente mi copre
come un sudario
il mio corpo rigido
cancellato dalla faccia della terra
ma – il mio nome – immortale
nell’inno della natura

………

Nulla sarebbe eterno
e la natura rimane ordinata

e la prima neve
cade sul mio corpo
freddamente mi copre
come un sudario
il mio corpo rigido
cancellato dalla faccia della terra
ma – il mio nome – immortale
nell’inno della natura

[1] Strofa mancante.

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