Knochenkult – Culto delle ossa

Testo originale
Testo ©2008 Eisregen
Traduzione
Traduzione ©2009 Daniele Benedetti

Ich hab das Licht geschaut
seit dann bin ich fast blind
Gebrandmarkt mich sein schwarzes Feuer
das tobt obgleich der Blutbach rinnt
Mein Körper tanzt im Fieberschauer
Im Selbstreflex sein Muskelspiel
Blitzeblank die Nervenbahnen
Das was ich wollte, wog zuviel

Erreicht den Fixpunkt
die Lichtung nah dem Knochenwald
Von der ich Rettung mir erhoffte
Verheißung durch das Dunkel schallt
Doch Seelenheil ist weit entfernt
denn wenn die Knochen von dir weichen
Betret’ ich jenes finstre Loch
wo sich anstaut das Fleisch der Leichen

Dort wo sich Knochen lautstark drehn
befreit vom Fleisch, von allen Sünden
wo jeder Weg zu Ende geht
weil selbst der Wind nicht weiterweht
leg ich mich voller Ehrfurcht nieder
und jedes Glied ward mir gebrochen
So lass mich sterben würdevoll
Ich beuge mich dem Kult der Knochen
Ich beuge mich dem Kult der Knochen

Es ist kaum zu ertragen
das erste Jahr der Blindheit
Ich muss sterben
unterm Menschenvolk
Reinheit durch Vergänglichkeit

Längst töte ich
vollkommen wahllos
Denn jedes Opfer hat sein Los verdient
Und so fällt
dem Tod anheim
was für sein dummes Leben zählt

Ich bade mich in Menschenblute
Und bin doch selbst nur Fleisches Abschaum
So viel auch meine Sense niedermäht
Mein Leben selbst ein Traum im Alptraum

So irrt der Blick, gewand nach innen
Er sucht den Weg zum Knochenwald
Bieg an dem Fleischmeer sorgsam ab
Dort wo der Blutbach laut erschallt

Dort, wo sich Knochen lautstark drehn
befreit vom Fleisch, von allen Sünden
wo jeder Weg zu Ende geht
weil selbst der Wind nicht weiterweht
leg ich mich voller Ehrfurcht nieder
und mein Wille ist gebrochen
So lass mich sterben gnadevoll
Ich beuge mich dem Kult der Knochen
Ich beuge mich dem Kult der Knochen

Der Kult selbst lässt mich hell erglühen
Servier das Fleisch vom heilig Knochen
Lässt meinem Blute seinen Lauf
Von überall sichs Bahn gebrochen
aus blutend Kunst von Eigenschlachtung
so schön verreckt in röchelnd Atem
Leben ging, ward nie mehr gesehn
Wo Knochen blank am Boden drehn
Wo Knochen blank am Boden drehn
Knochenkult!

Ho guardato la luce
da allora sono quasi cieco
Mi ha marchiato il suo fuoco nero
che infuria sebbene il rivolo di sangue scorre
Il mio corpo balla nello scroscio della febbre
Nell’autoriflesso il gioco dei suoi muscoli
Lucenti le strade dei nervi
Quello che ho voluto, ha pesato troppo

Raggiunto il punto fermo
la radura vicino al bosco di ossa
Del quale ho sperato la salvezza
La promessa risuona attraverso il buio
Ma la salvezza dell’anima è molto lontana
perché quando le ossa si ritirano da te
Entro in quel buco buio
dove ristagna la carne dei cadaveri

Là dove le ossa si girano rumorosamente
libere dalla carne, da tutti i peccati
dove ogni strada giunge alla fine
perché perfino il vento non soffia più
mi abbandono pieno di soggezione
e ogni membra mi è stata spezzata
Così lasciami morire dignitosamente
Mi piego al culto delle ossa
Mi piego al culto delle ossa

Si sopporta a stento
il primo anno di cecità
Devo morire
sotto il popolo degli uomini
Purezza attraverso la transitorietà

Da molto tempo uccido
del tutto indiscriminatamente
Perché ogni vittima ha meritato la sua sorte
E così capita
discrezionalmente alla morte
cosa conta per la sua stupida vita

Faccio il bagno nel sangue umano
E certo sono solo un rifiuto di carne
Anche la mia falce ha falciato così tanto
La mia vita stessa un sogno nell’incubo

Così lo sguardo si sbaglia, contorto in dentro
Cerca la strada per il bosco di ossa
Devia accuratamente verso il mare di carne
Là dove il rivolo di sangue risuona forte

Là dove le ossa si girano rumorosamente
libere dalla carne, da tutti i peccati
dove ogni strada giunge alla fine
perché perfino il vento non soffia più
mi abbandono pieno di soggezione
e la mia volontà è spezzata
Così lasciami morire misericordiosamente
Mi piego al culto delle ossa
Mi piego al culto delle ossa

Il culto stesso mi lascia ardere luminosamente
Serve la carne delle sacre ossa
Lascia il suo corso al mio sangue
La strada rotta reciprocamente dappertutto
dall’arte sanguinante della propria macellazione
morto così piacevolmente con respiro rantolante
La vita è andata, non è stata vista mai più
Dove le ossa nude si girano nel corpo
Dove le ossa nude si girano nel corpo
Culto delle ossa!

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