Feinbild Mensch – Uomo immagine nemica

Testo originale
Testo ©2000 Eisregen
Traduzione
Traduzione ©2014 Walter Biava

Es gibt kein Wort sie zu beschreiben
Nur das Gefühl von reinstem Hass
Auf die, die den Lebenswert bestimmen
Ihr Maß, das eigne Spiegelbild – die Norm…
Eine zeitlang glaubte ich ihnen
Und ihrem Untergang im Hochmut
Da sie dem Leben fremd geworden sind

Ich juble ihm zu
Dem Hofstaat der Maßlosigkeit
Auf seinem Festzug heim ins Nichts
Die Schreie der Gefallenen
Sind Melodie der Marschmusik
Und lass sie wanken, lass sie fallen
Bis ihre Haut verschlissen ist
Ich will nicht mehr ruhn
Bis ihre Augen gebrochen
Und all ihr Fleisch fernab vom Körper liegt

Es lebe der Tod…
Er allein ist meiner Seele Balsam
Es leben die Leichenfeuer…
Spenden Wärme meinem kalten Leib
Es lebe der letzte seiner Art –
Und sollte ich dies sein
So schaufle ich das eigne Grab…

Es lebe das Feindbild Mensch
Das sich erdreistet “Herr” zu sein
Es lebe der Hass auf die eigene Form
Die sich stets nahm, was ihr nicht gebührt
Es lebe der Zerfall und der Niedergang
An ihren Werten wird die Welt verenden

Als ich entzünde dann ihr Fleisch
Da selbst die Ratten es nicht fressen
Seh ich sie noch mal vor mir stehn
Voll von Fäkalien ihre Kleider
Die Mäuler stumm um Gnade flehn

Und dies ist süßer als der schwerste Wein
Auch wärmer als ihr Leiber Feuer
Erfüllt mich mit Glückseligkeit
Und macht mich glauben
Wert zu sein der Ratten Fraß

Denn auch ich war Anbeter des Spiegelbilds
Es bestimmte meine Lebenswerte
Gepriesen sei mein Niedergang
Im Hochmut, den ich nie verehrte…

So schreib ich selbst die Inschrift meiner Gruft
“Feindbild Mensch” in roten Lettern
Und leg mich nieder in den Boden
Aus dem neues Leben sprießen wird
Vielleicht wird es dies zu etwas bringen
Ich geb mein Fleisch –
Für diese Hoffnung –
Mein Tod –
Bringt jetzt –
Der Seele –
Frieden…

Non ci son parole per descriverlo
solo un sentimento di odio assai puro
che determina ciò per il quale vale la pena di vivere
la sua misura, la tipica immagine riflessa – la norma…
Per un momento li ho creduto
al crollo della loro superbia
dal momento che sono diventati sconosciuti alla vita

Io esulto
alla corte dell’eccesso
al suo corteo, casa del nulla
Le grida dei caduti
rappresentano la melodia della marcia militare
e lasciali tentennare, lasciali cadere
fin quando la loro pelle è logora
Io non riposerò più
fino a quando i loro occhi sono distrutti
e tutta la loro carne giace lontana dal corpo

La morte vive…
solo lei è il balsamo della mia anima
I fuochi dei cadaveri vivono…
offrono calore al mio corpo freddo
L’ultima sua opera vive –
ed io dovrei essere quest’ultima
così scavo la sua tomba…

L’immagine nemica dell’uomo vive
che osa definirsi “signore”
Vive l’odio verso ogni forma
verso chi si è sempre preso, ciò che non si è meritato
Vivono la decadenza ed il declino
il loro giudizio farà morire il mondo

Successivamente io infiammo la loro carne
dal momento che i ratti non lo mangiano
io li vedo di nuovo stare davanti a me
pieno di feci nei loro vestiti
le bocche mute supplicando pietà

e questo è più dolce del vino più forte
anche più caloroso dei suoi brandelli in fiamme
mi riempie di felicità
e mi fa credere
di essere di valore come cibo per ratti

Poiché anch’io ero un ammiratore dell’immagine riflessa
rappresentava ciò per il quale valeva la pena di vivere
sia lodato il mio declino
nella superbia, che non ho mai venerato…

Così io mi incido la mia fossa
“Uomo immagine nemica” su lettere rosse
e mi adagio in basso sul terreno
germoglierò su questa nuova vita
forse ciò porterà a qualcosa
io consegno la mia carne-
per questa speranza –
la mia morte –
porta adesso –
all’anima –
tranquillità


Torna a traduzioni Eisregen