Ernte den Untergang – La raccolta della decadenza

Testo originale
Testo ©2010 Eisregen
Traduzione
Traduzione ©2014 Walter Biava

Vom Himmel hoch stieg ich herab
und wandelte im Weizenfeld
mein Atem durch die Ähren fährt
verseucht das Korn das dich ernährt

Bevor die Erntezeit gekommen
wo prall das Korn sich präsentiert
hab ich mir endlich Zeit genommen
des Menschen Wurzeln auszurotten
die Ähren beugen still ihr Haupt
sie sinken vor mir sanft zur Boden
und als sie küssen sacht den Staub
wird all’ ihr Nährwert rasch verdorben

Als ich im Abendnebel reiße
Bin froh das Mondlicht unterliegt
pflanz ich die Saat ins reife Korn
auf dass sie alles ausradiert

Ich bin die Saat
gepriesen sei der Untergang
ich bin die Saat
das Fanal am Himmelszelt
ich bin die Saat
die Ernte und der Niedergang
das fahle Leuchten
das dunkle Ende dieser Welt
ich bin die Saat

Ich schneide mir die Adern auf
mein Blut im Sturme überging
versinkt dann tief im Untergrund
auf das aus ihr weicht alles Leben
verseucht für alle Zeiten das Land
aus ihm wird niemals mehr erwachsen
was einst ernährt das Menschenvolk
auf das mein Fleisch ein Ende fand

So wie dieses Feld in Deutschland
wird folgen ihm die ganze Welt
einzig des Todes Saat wird wachsen
bis auch das letzte Wesen fällt
Krankheit Mensch fraß neue Ernte
bis plötzlich ihr Land explodierte
verdorbenes Fleisch verteilt im Haus
wie schön es Wände tapezierte
befreit von ihrer Geisel
tote Welt
geblieben das was immer war
was alle Weichen leiser stellt
still hinter ihre Reihen sah

Gepriesen sei der Untergang
ich bin die Saat
das Fanal am Himmelszelt
ich bin die Saat
die Ernte und der Niedergang
das fahle Leuchten
das dunkle Ende dieser Welt
ich bin die Saat

Dall’alto dei cieli io scendo giù
e vago nei campi di grano
il mio respiro viaggia fra le spighe
contamina il grano che ti nutre

Prima che sia giunto il tempo della raccolta
dove gonfio si presenta il grano
io alla fine mi sono preso del tempo
per sterminare il genere umano alla sua radice
le spighe piegano silenziose il loro capo
affondano davanti a me dolcemente verso il terreno
e mentre baciano delicatamente la polvere
tutto il loro valore nutritivo verrà velocemente rovinato

Mentre viaggio nella nebbia serale
sono felice che la luce della luna sia sottomessa
io pianto la semina nel grano maturo
la quale ha sterminato tutto

Io sono la semina
sia lodato il declino
io sono la semina
il fanale verso il padiglione del cielo
io sono la semina
la raccolta e la decadenza
il pallido luce
la fine oscura di questo mondo
io sono la semina

Io mi taglio le vene
il mio sangue si trasforma in tempesta
poi sprofondo sottoterra
dal quale svanisce tutta la vostra esistenza
la terra contaminata per sempre
da essa nulla potrà più crescere
ciò che una volta nutriva la popolazione umana
ha trovato una fine dalla mia carne

Così come questo campo in Germania
lo seguiranno (sarà così) in tutto il mondo
un’unica semina della morte crescerà
fin quando anche l’ultima creatura cadrà
la malattia chiamata uomo mangiava il nuovo raccolto
fin quando all’improvviso la sua terra è esplosa
carne contaminata sparsa in casa
come tappezza bene le pareti
liberati dal loro ostaggio
mondo morto
è rimasto ciò che c’era (da) sempre
ciò che silenziosamente ha preparato il terreno
che silenziosamente vedeva dalle sue retrovie

Sia lodato il declino
io sono la semina
il fanale verso il padiglione del cielo
io sono la semina
la raccolta e la decadenza
il pallido luce
la fine oscura di questo mondo
io sono la semina


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