Eisenkreuzkrieger – Combattente della Croce di ferro

Testo originale
Testo ©2007 Eisregen
Traduzione
Traduzione ©2008 Daniele Benedetti

Es ist so bitterkalt
Väterchen Frost sitzt mir im Nacken
Irgendwo vor Stalingrad
In einer Hölle aus Eis und Schnee
Meine Einheit ist gefallen
Im Sperrfeuer von gestern Nacht
Nur der Franz ist mir geblieben

Wir sind die letzten von 112
Ich habe einen neuen Feind
Es ist der Hunger in seiner ganzen Pracht
Er frisst sich langsam durch den Leib
Bestimmt mein Handeln ganz allein
Nachts lässt er mich nicht schlafen
Wenn der Ostwind meinen Atem stiehlt
Doch schließe ich die müden Augen
Sehe ich das einzige was mich am Leben hält

Dort wo meine Wiege stand
Da ist mein Heimatland
Das Reihenhaus mit Schrebergarten
Wo meine Frau und Kinder warten
Hier wo die Eisenkreuze sprießen
Werde ich heiss mein Blut vergießen
Wo ich statt Ehre Wahnsinn fand
Werd fallen hier im Feindesland

Heut Nacht kam ich dem Franz ganz nah
Viel näher als ihm Recht sein konnte
Erst hab ich mich an ihm gewärmt
Dann ruckzuck seine Kehle durchgetrennt
Dann trat Irrsinn durch offene Türen
Ich trank im Wahn sein heisses Blut
Und fraß gierig das zähe Fleisch
Dreimal hab ich gekotzt bis es in mir blieb

Franz war nun mein Proviant
Er ist mein treuer Kamerad
Doch was sagt das über mich
Bin ich kein guter Wachsoldat?
Als ich heut früh dem Schlaf entfloh
Da stand eine Russe über mir
Er lachte, schoss mir in den Kopf
Und so endet mein Krieg hier

Wo sein Herz in Flammen stand
So weit entfernt vom Heimatland
Dort zwischen tausend anderen Toten
Gefror sein Leib auf kaltem Boden
Wo ihn der Tod im Schneesturm fand
Verschwand sein Leib im Feindesland
Und eine Frau wird ewig warten
Auf die Heimkehr ihres Ehegatten

Wo sein Herz in Flammen stand
So weit entfernt vom Heimatland
Dort zwischen tausend anderen Toten
Gefror sein Leib auf kaltem Boden

Wo sein Herz in Flammen stand…

Fa così freddo
Ded Moroz [1] mi sta seduto sulla nuca
Da qualche parte prima di Stalingrado
In un inferno di ghiaccio e neve
La mia unità è caduta
Nel fuoco di sbarramento di ieri notte
Mi è rimasto solo Franz

Siamo gli ultimi di 112
Ho un nuovo nemico
È la fame in tutta la sua magnificenza
Divora lentamente attraverso il corpo
Determina da sola le mie azioni
Di notte non mi lascia dormire
Quando il vento dell’est mi ruba il respiro
Tuttavia chiudo gli occhi stanchi
Vedo l’unica cosa che mi tiene in vita

Là dove è stata la mia culla
Là è la mia patria
La casa a schiera con il giardino familiare
Dove mia moglie e i bambini aspettano
Qui dove germogliano le Croci di ferro
Verserò il mio caldo sangue
Dove invece dell’onore ho trovato la pazzia
Cadrò qui in terra nemica

Stanotte sono venuto molto vicino a Franz
Molto più vicino di quanto sarebbe stato giusto
Prima mi sono riscaldato su di lui
Poi di scatto ho tagliato la sua gola
Allora la pazzia ha camminato attraverso porte aperte
Ho bevuto in preda alla follia il suo caldo sangue
E ho divorato avidamente la sua carne dura
Ho vomitato tre volte finché ne è rimasto dentro di me

Franz era ora le mie provviste
È il mio fedele commilitone
Ma cosa dice questo su di me
Non sono una buona sentinella?
Quando oggi presto ho fuggito il sonno
qui c’era un Russo sopra di me
Ha riso, mi ha sparato alla testa
E così la mia guerra finisce qui

Dove il suo cuore è stato in fiamme
Così lontano dalla patria
Là tra mille altri morti
Il suo corpo si è gelato sul suolo freddo
Dove la morte lo ha trovato nella tempesta di neve
Il suo corpo è sparito in terra nemica
E una donna aspetterà per sempre
Il ritorno a casa del suo consorte

Dove il suo cuore è stato in fiamme
Così lontano dalla patria
Là tra mille altri morti
Il suo corpo si è gelato sul suolo freddo

Dove il suo cuore è stato in fiamme…

[1] Ded Moroz è una figura del folklore russo, paragonabile al nostro Babbo Natale.

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