Das 4. Tier aß den Mutterwitz – Il quarto animale mangiò l’astuzia[1]

Testo originale
Testo ©2001 Bethlehem
Traduzione
Traduzione ©2019 Walter Biava

Ich atme in Erden durch all’ meine Poren
und erbrech albernen Brodem bin auf Kitsch gar erpicht
und auch morgen schon rutscht der Sattel noch nicht

Ich schmeck’ den Seraphen den Kinder niemals hatten
die bar in feuchten Laken verrüken sich in schatten
und gemieden vom Licht rutscht auch ihr Sattel nicht

Ich bin der Suizid mit all’ meinen Sinnen,
muß Neid mir erbringen den gar Sattel bezwingen
aus pathetischem Zwölffinger-Schwurgericht

Ich schmeck’ den Seraphen den Kinder niemals hatten
die bar in feuchten Laken verrüken sich in schatten
und gemieden vom Licht rutscht auch ihr Sattel nicht

Io respiro sulla terra con tutti i miei pori
e vomito esalazioni sciocche, sono ossessionato dal kitsch
ed anche domani la sella non si sposta ancora.

Io assaporo i serafini che i bambini non hanno mai avuto
privi di loro si nascondono nell’ombra, nelle lenzuola umide
ed evitata dalla luce anche la loro sella non si sposta.

Io sono il suicidio con tutti i miei sensi,
devo portarmi invidia per vincere la sella
da patetico giurato[2].

Io assaporo i serafini che i bambini non hanno mai avuto
privi di loro si nascondono nell’ombra, nelle lenzuola umide
ed evitata dalla luce anche la loro sella non si sposta.

[1] Al contrario della versione originale del brano la band Eisregen non ha usato la clip proveniente dal film Shining come parte introduttiva del brano, né tanto meno la sua versione in tedesco, ma si è rifatta ugualmente alla favola dei tre porcellini, modificandone leggermente il testo.

[2] Più precisamente si riferisce ad essere uno dei dodici giurati che compongono una giuria.

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