Blass-blaue Lippen – Pallide labbra blu

Testo originale
Testo ©1998 Eisregen
Traduzione
Traduzione ©2014 Walter Biava

Nicht ein einziger Laut dringt über deine Lippen
Kein Atemzug hebt mehr deine Brust
Das Leuchten der Augen verwässert im Zwielicht
Die Blässe der Haut überirdisch rein

Ich küsse dich ein weitres Mal
So weit entfernt vom Leben
So nah an der Ewigkeit
Ich koste deinen kalten Leib
Der vergehen wird, bis nichts mehr bleibt
Berühre deine Lippen mit den meinen
Diese Lippen, die der Tod versiegelt hält
Die niemals mehr meinen Namen nennen
In denen das Blut längst fehlt

Du liegst vor mir nun auf einem Bett aus schwarzen Rosen
Die Wunden an dir sind längst vernäht
Nur noch Reste verunzieren den herrlichen Leib
Sie bleiben als Narben für die Ewigkeit…

Draußen vor der Tür ist der Tag gewichen
Was stört es mich, so lang ich bei dir bin
Ich hab dich zurückgeholt aus kalter Erde
Und bei mir wirst du sein, bis dein Leib zerfällt

Und ich lege mich neben dich
Um deine Kälte zu spüren
Ganz nah bei dir und doch so weit entfernt
Ein zarter Hauch von Moder reizt meine Nase
Der Zerfall setzt ein, bis nichts mehr von dir bleibt
Außer Asche, die der Nachtwind mit sich trägt…

Und ich küsse dich ein weiteres Mal
Bitteres Leichenwasser netzt meine Haut
Und ich küsse deinen faulenden Leib…
Nur die blassblauen Lippen
In den Ruinen deines Engelsgesichts
Diese Lippen, die der Tod versiegelt hält
Die niemals mehr meinen Namen nennen
In denen das Leben längst fehlt…

Jetzt sind die Gifte längst tief in mir
Dein gasender Leib, er tötet auch mich
Ich bin so schwach, kann mich kaum mehr rühren
Bald werden wir wieder zusammen sein…

Schenk mir den Tod, ich hab ihn verdient…

Non un singolo suono esce dalle tue labbra
nessun respiro eleva il tuo petto
Lo splendore degli occhi diluito nel crepuscolo
Il pallore della pelle puro (e) soprannaturale

Io ti bacio ancora una volta
così distante dalla vita
così vicina all’eternità
io assaggio il tuo corpo freddo
esso sparirà, finché non rimarrà nulla
io sfioro le tue labbra con le mie
queste labbra, che la morte ha sigillato
che mai più chiameranno il mio nome
nelle quali il sangue manca da molto

Tu ora giaci davanti a me su un letto fatto di rose nere
le ferite su di te si sono ricucite da molto
solo i resti sfigurano il magnifico corpo
essi giacciono come cicatrici per l’eternità…

Fuori dalla porta il giorno è svanito
cosa mi disturba, fin quando io giaccio accanto a te
Io son venuto a riprenderti dalla fredda terra
e sarai accanto a me, finché la tua vita cadrà a pezzi

ed io mi adagio accanto a te
per sentire la tua freddezza
attaccato a te ma (allo stesso tempo) così lontano
un forte soffio dalla muffa irrita il mio naso
la rovina si insedia, fin quando non rimane nulla di te
ad eccezione degli occhi, che il vento notturno si porta via con sé…

Ed io ti bacio ancora una volta
l’acqua amara dei cadaveri bagna la mia pelle
ed io bacio il tuo corpo marcio…
solo le pallide labbra blu
sulle rovine di questo volto angelico
queste labbra, che la morte ha sigillato
che mai più chiameranno il mio nome
nelle quali il sangue manca da molto

Ora i veleni sono da molto dentro di me
questo corpo gassificato, esso uccide anche me
io sono così debole, riesco appena a muovermi
presto torneremo a stare assieme…

Regalami la morte, me la sono guadagnata…


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