Am Glockenseil – Alla corda delle campane [1]

Testo originale
Testo ©2004 Eisregen
Traduzione
Traduzione ©2009 Daniele Benedetti

Es begann als der Priester starb
Als sie ihn begruben spuckten sie in sein Grab
Der hohe Vater hatte Selbstmord begangen
Und sich selbst ans Glockenseil gehangen
Ein toter Priester hat es wirklich schwer
Kein Platz im Himmel, bleibt nur Wiederkehr
Von totes Fleisch unter Menschen zu wandeln
Dies sei sein Schicksal, keine Chance zu verhandeln

Kalt im Nachtwind schwingt er hin und her
Sein Genick brach am Glockenseil
Regen tropft auf totes Fleisch
Rinnt herab am Glockenseil

Ein leises Quietschen, ein leises Knacken
Ein Priester hing am Glockenseil

Nach ein paar Tagen kehrte er zurück
schließlich rann, Stück um Stück
Seine ersten Opfer, soweit bekannt
Zwei Teenies, die er knutschend im Auto vorfand
Das Mädchen zwang er unter seinen Bann
Dann fing langsam ihre Schlachtung an
Ihre Augen begannen sachte zu bluten
Bevor sie Därme kotzte, um den Wagen zu fluten

Ihr Freund konnte den Brechreiz kaum unterdrücken
Wie ein Irrer begann er, am Türgriff zu rütteln
Doch auch für ihn war es bald vorbei
Der tote Priester quetschte lachend seinen Schädel entzwei
An einer Seele konnten sie ihn stoppen
Und auch sein Abgang war kaum mehr zu toppen
Er würgte kreischend im Flammenmeer
Und der Zombie vom Glockenseil ward nimmermehr

Kalt im Nachtwind schwing er hin und her
sein Genick brach am Glockenseil
Regen tropft auf totes Fleisch
Rinnt herab am Glockenseil

È iniziato quando è morto il prete
Quando l’hanno seppellito hanno sputato nella sua tomba
L’alto padre aveva commesso suicidio
E si era impiccato alla corda delle campane
Un prete morto l’ha fatta veramente pesante
Nessun posto in paradiso, resta solo il ritorno
Di carne morta a passeggio tra le persone
Questo è il suo destino, nessuna possibilità di trattare

Freddo nel vento della notte oscilla qua e là
Ha spezzato il suo collo alla corda delle campane
La pioggia gocciola su carne morta
Scorre giù sulla corda delle campane

Un cigolio e uno scricchiolio silenziosi
Un prete è appeso alla corda delle campane

Dopo un paio di giorni è ritornato
alla fine è scivolato, pezzo per pezzo
Le sue prime vittime, a quanto è noto
Due ragazzini, che ha trovato a pomiciare in macchina
Ha costretto la ragazza sotto il suo incantesimo
Poi lentamente ha iniziato il suo massacro
I suoi occhi hanno cominciato a sanguinare delicatamente
Prima che ella abbia rimesso i suoi intestini, per fluttuare nell’auto

Il suo amico ha potuto trattenere a stento il conato di vomito
Come un pazzo ha iniziato, a scuotere la maniglia della portiera
Ma anche per lui era finita
Il prete morto ridendo ha schiacciato il suo cranio in pezzi
In un’anima hanno potuto fermarlo
E anche la sua partenza è stata appena più da sottomettere
È soffocato strillando nel mare di fiamme
E lo zombie della corda delle campane non c’è stato mai più

Freddo nel vento della notte oscilla qua e là
Ha spezzato il suo collo alla corda delle campane
La pioggia gocciola su carne morta

[1] La canzone è ispirata al film horror “Paura nella città dei morti viventi” di Lucio Fulci.

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