Adlerhorst – Nido dell’aquila

Testo originale
Testo ©2015 Eisregen
Traduzione
Traduzione ©2015 Walter Biava

Kameraden, mein letzter Weg.
In hier, diesem Dorf.
Das Bein kaputt, kann nicht mehr laufen.
Lasst mich zurück an diesem Ort.
Der Kirchturm dort,
bringt mich ganz hoch,
lasst mir Gewehr und Pulver da.
Wenn der Feind kommt bin ich schon hier,
halt ihn auf solang ich kann.
Ein Handschlag noch, dann sie fort.
Werd’ sie niemals wiederseh’n.
Der Wind kühlt Schweiß auf meiner Stirn,
wird nicht mehr lange für mich weh’n.

Oben auf dem Turm bin ich ganz allein,
Gewehr bei Fuss.
Warte auf den Feind und schick ihm einen Gruß;
Schuß für Schuß.
Zwischen die Augen, genau ins Hirn.
Bevor ich geh’ nehm’ ich euch mit,
schick zur Hölle soviel ich kann.
Werde euch dort wiederseh’n,
bald schon wiederseh’n…
Zeit zu geh’n!

Vorbei die Ruhe, der Feind ist da.
Die Vorhut dort, von Osten naht.
Nur Punkte erst, ganz weit entfernt.
Mein Zielrohr holt sie nah heran, zu mir.
Ein erster Schuß, schön abgedämpft,
ein Kopf zerplatzt in blutes Reigen.
Vier weit’re folgen, die Vorhut fällt,
lässt mich vorerst allein zurück.
Das Heer folgt nach, so viele Menschen.
Ich bin bereit für den Empfang
mit Feuerkraft und Präzision.

Lebend komm’ ich nicht davon,
ich weiß lebend komm’ ich nicht davon.

Oben auf dem Turm bin ich ganz allein,
Gewehr bei Fuss.
Warte auf den Feind und schick ihm einen Gruß;
Schuß für Schuß.
Zwischen die Augen, genau ins Hirn.
Bevor ich geh’ nehm’ ich euch mit,
schick zur Hölle soviel ich kann.
Werde euch dort wiederseh’n,
bald schon wiederseh’n…
Zeit zu geh’n!

Camerati, il mio ultimo viaggio.
Qui, in questo paese.
La gamba rotta, non posso più correre.
Lasciatemi indietro in questo luogo.
Lì il campanile,
portatemi molto in alto,
lasciatemi lì il fucile e la polvere.
Quando il nemico arriva io sono già qui,
lo trattengo più a lungo che posso.
Ancora una stretta di mano, poi sono (andati) via.
Non li rivedrò mai più.
Il vento raffredda il sudore sulla mia fronte,
non soffierà più a lungo per me.

Sopra la torre io sono completamente solo,
pronto alla battaglia.
Aspetto il nemico e gli mando un saluto;
colpo su colpo.
Tra gli occhi, esattamente nel cervello.
Prima che io vada io vi prendo con me,
io ne mando all’inferno tanti quanto posso.
Io vi rivedrò lì,
vi rivedrò molto presto…
Tempo di andare!

Finito il silenzio, il nemico è qui.
Lì l’avanguardia, si avvicina da est.
Prima solo un punto, molto lontano.
Il mio mirino li va a prendere vicino, a me.
Un primo sparo, smorzato per bene,
una testa scoppiata in un girotondo di sangue.
Ne seguono altri quattro, l’avanguardia cade,
mi lascia per il momento solo.
Segue l’esercito, così tanti uomini.
Io sono pronto per il ricevimento
con potenza di fuoco e precisione.

Io non mi salvo la vita.
io so che non mi salvo la vita.

Sopra la torre io sono completamente solo,
pronto alla battaglia.
Aspetto il nemico e gli mando un saluto;
colpo su colpo.
Tra gli occhi, esattamente nel cervello.
Prima che io vada io vi prendo con me,
io ne mando all’inferno tanti quanto posso.
Io vi rivedrò lì,
vi rivedrò molto presto…
Tempo di andare!


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