13 russische Krebsschweine – 13 maiali russi cancerogeni[1]

Testo originale
Testo ©2018 Eisregen
Traduzione
Traduzione ©2018 Daniele Benedetti

An einem kalten Novembertag
Bring ich Blumen zu deinem Grab
Ich stell sie neben den Marmorstein
Und denke an dich, die ganze Zeit

Die Bäume verlieren ihr Blätterkleid
Es schmückt dein Erdreich mit buntem Glanz
Tief dort unten wartest du auf mich
Die Maden fraßen dein Gesicht

Ja!

Im Sack neben mir steckt eine der Huren
Der Kleidung entledigt, zum Schlachten bereit

Mit ihr auf der Schulter steig ich die Leiter empor
Ein Blick in den Trichter ist Vorfreude pur
Mit den Füssen zuerst rutscht sie tief hinab
Und dann beginnt ihr letzter Tanz

Die Rotoren beginnen ihren Körper zu zertrennen
Der grelle Schmerz führt ihr Bewusstsein zurück
Kalter Chrom bricht ihre Schreie zur Kakophonie
Dann verstummt das Fleisch

Ich kotzte mir die Seele raus
Doch dann zog ich mich nackig aus
Schon meine Mutter hat gesagt:
“Beende, was du angefangen hast.”

Du warst ein schöner Zeitvertreib
Doch dann wurde zu kalt dein Leib
Ich legte mich neben dich
Blut trocknet schnell auf dem Gesicht

Am nächsten Morgen, in aller Frühe
Gab ich mir wirklich alle Mühe
Dich herzurichten für die Ewigkeit
Auf dass du immer bei mir bleibst

Ich hab dich ganz gut hingekriegt
Und was jetzt auf dem Boden liegt
Das kann halt nur kein Wort mehr sagen
Doch man kann halt nicht alles haben

Krebs macht frei
Alles verliert seinen Sinn
Doch bevor ich sterbe
Nehm ich noch manchen mit
Kraft durch Krebs
Mein Körper tut kaum mehr seinen Dienst
Krebs macht frei
Und die Kugel reißt den Schädel entzwei

In un freddo giorno di Novembre
Porto fiori alla tua tomba
Li metto di fianco alla pietra di marmo
E penso a te, tutto il tempo

Gli alberi perdono il loro vestito di foglie
Orna il tuo terreno con splendore variopinto
Profondamente là sotto mi aspetti
I vermi hanno divorato il tuo viso

Sì!

Nel sacco accanto a me c’è una delle puttane
Tolti i vestiti, pronta per essere macellata…

Con lei sulla spalla salgo la scala
Uno sguardo nell’imbuto è pura gioia anticipata
Prima con i piedi, scivola profondamente giù
E poi inizia il suo ultimo ballo…

I rotori cominciano a scomporre il suo corpo
Il dolore folle riconduce indietro la sua coscienza
Il freddo cromo rompe le sue grida in cacofonia
Poi la carne ammutolisce…

Mi sono vomitato l’anima
Ma poi sono uscito nudo
Già mia madre ha detto:
“Finisci, quello che hai cominciato.”

Eri un passatempo carino
Ma poi il tuo corpo è diventato troppo freddo
Mi sono steso accanto a te
Il sangue si è asciugato velocemente sul viso

Il mattino seguente, all’alba
Mi sono dato veramente da fare
A prepararti per l’eternità
Nella quale rimarrai sempre con me

Ti ho sistemata piuttosto bene
E quello che ora giace a terra
Semplicemente ora non può più dire una parola
Ma non si può avere tutto…

Il cancro rende liberi
Ogni cosa perde senso
Ma prima di morire
Porto ancora qualcosa con me
Forza attraverso il cancro
Il mio corpo a malapena fa ancora il suo servizio
Il cancro rende liberi
E il proiettile strappa il cranio in due…

[1] Il testo è stato costruito prendendo frasi da quattro brani precedentemente pubblicati: 13, Futter für die Schweine, Meine tote russische Freundin e Krebskolonie (in ordine di apparizione).

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