Schlafes Braut – La sposa addormentata

Testo originale
Testo ©2020 Die Kreatur
Traduzione
Traduzione ©2020 Walter Biava

Man sagte, sie liebte das Dunkel,
Der Nachtwind hat beide getraut.
Ihr Herz war voll ewiger Sehnsucht
Und Schmerz ihr eng vertraut.

Man sagte, sie liebte das Dunkel,
Man nannte sie Schlafes Braut.

Sie fanden sie unter der Eiche,
Nicht weit vor den Toren der Stadt,
Das schönste und zarteste Mädchen,
Das Antlitz so jung und so glatt.

Sie hatte die Augen geschlossen,
Es schien so, als ob sie nur schlief.
Sie wirkte so rein wie der Frühling,
Obwohl sie der Winter schon rief.

Die Lippen ganz blau von der Kälte,
Gekleidet im schönsten Gewand:
Im Mund eine schneeweiße Lilie,
Die zwischen den Zähnen man fand.

Ihr Kleid war getränkt von dem Blute,
Das durch ihre Venen einst floss.
Wie Elfenbein waren ihre Wangen,
Auf das sich das Mondlicht ergoss, ja.

Man sagte, sie liebte das Dunkel,
Der Nachtwind hat beide getraut.
Ihr Herz war voll ewiger Sehnsucht
Und Schmerz ihr eng vertraut.

Man sagte, sie liebte das Dunkel,
Man nannte sie Schlafes Braut.

Der Vollmond erhellte die Lichtung,
Der Nachtwind strich sanft durch ihr Haar.
So bleich und so kalt war ihr Körper,
In dem warmer Atem einst war.

Ein Liebeslied schrieb sie zum Abschied,
Sie hatte es Schlaflied genannt.
Man fand ihre traurige Nachricht,
Sie hielt sie noch in der Hand.

Warum stieg sie lang vor der Blüte
Zur uralten Eiche hinab?
Warum legte sie sich zum Schlafe
Hernieder ins nassgrüne Grab?

Sie suchte wohl ewige Stille,
Sie war wohl vor Liebe schon blind.
Ob sie auch im letzten Schlaf träumt nun,
Die Antwort kennt nur der Wind.

Man sagte, sie liebte das Dunkel,
Der Nachtwind hat beide getraut.
Ihr Herz war voll ewiger Sehnsucht,
Und Schmerz ihr eng vertraut.

Man sagte, sie liebte das Dunkel,
Man nannte sie Schlafes Braut.

Man sagte, sie liebte das Dunkel,
Man nannte sie Schlafes Braut.

Si diceva, che lei amasse il buio
il vento notturno li ha sposati entrambi.
Il suo cuore era continuamente pieno di desiderio
ed il dolore si fidava di lei.

Si diceva, che amasse il buio,
la chiamavano la sposa addormentata.

La trovarono sotto la quercia,
non lontano dalle porte della città,
una ragazza bellissima e molto tenera,
dal viso così giovane liscio.

Aveva gli occhi chiusi,
sembrava, come se stesse solo dormendo.
pareva così pura, come la primavera,
anche se l’inverno stava già chiamando.

Le labbra completamente blu dal freddo,
vestita con un abito bellissimo:
in bocca un giglio bianco come la neve,
che fu trovato tra i denti.

Il suo abito era imbevuto di sangue,
che un tempo scorreva nelle sue vene.
Le sue guance erano come l’avorio,
sul quale si riversava la luce della luna, sì.

Si diceva, che lei amasse il buio
il vento notturno li ha sposati entrambi.
Il suo cuore era continuamente pieno di desiderio
ed il dolore si fidava di lei.

Si diceva, che amasse il buio,
la chiamavano la sposa addormentata.

La luna piena illuminava la radura,
il vento notturno accarezzava dolcemente i suoi capelli.
Il suo corpo era così pallido e freddo,
dove un tempo c’era il (suo) caldo respiro.

Prima di partire, scrisse una canzone d’amore,
la definì una ninna nanna.
Trovarono il suo triste messaggio,
che teneva ancora in mano.

Perché andò verso l’antichissima quercia
molto prima della fioritura?
Perché andò a dormire
quaggiù, nella tomba verde ed umida?

Sicuramente cercava calma eterna,
sicuramente era già accecata dall’amore.
Che adesso stia sognando anche nell’ultimo sonno?
Solo il vento sa la risposta.

Si diceva, che lei amasse il buio
il vento notturno li ha sposati entrambi.
Il suo cuore era continuamente pieno di desiderio
ed il dolore si fidava di lei.

Si diceva, che amasse il buio,
la chiamavano la sposa addormentata.

Si diceva, che amasse il buio,
la chiamavano la sposa addormentata.

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