Zwischentöne: Baukörper
Suoni intermedi: edificio

Testo originale
Testo ©2015 ASP
Traduzione
Traduzione ©2015 Daniele Benedetti

Das erste, was ich sehe, als ich aus dem Bahnhof trete
auf den großen Platz davor, ist keine Frau
Stattdessen fällt mein Blick direkt auf einen wunderschönen
großen und auch äußerst luxuriösen Bau
Er wirkt auf mich wie ein Palast, nein, wie ein Tempel einer
längst vergess’nen Gottheit, wie er da so steht
Ich seh mich selbst als Automaten, der wie ferngesteuert
ganz mechanisch auf ein Heiligtum zugeht

Ein Wagenmeister steht am Eingang
der mit wohlgeübter Geste
Pagen mit Gepäck ins Innere schickt
Die Menschen um mich nehme ich nun kaum noch wahr
ich bin von dieser Szenerie verzaubert und entzückt
Chauffeure halten Türen auf an den Automobilen
Gäste reisen an und andere Gäste ab
Die fein herausgeputzten Damen steigen ein und aus
und noble Herren nicken freundlich, aber knapp

Ich fühl mich wie ein Gläubiger, der beim Betrachten
eines Doms beseelt auf seinen Knien dem Schöpfer dankt
Ich hör mich selbst den Namen kosten, der geschmackvoll
und in großen Lettern über mir am Eingang prangt
In meiner Brust, da wächst ein tiefes Sehnen
und schlagartig wird mir klar: An diesen Ort gehör ich hin
Ich finde einen Weg, ich will und muss hinein
Ich weiß, sonst hat mein ganzes Leben nie mehr einen Sinn

Ich spüre ganz genau, heut ist mein Glückstag
und mit mir wird etwas Großes und Besonderes passieren
Ich prüfe, wie mein Anzug sitzt, und gehe um den Block
herum, es muss ein zweiter Eingang existieren
Da ist die Tür, hier strömen die Bediensteten und
Lieferanten ständig wie Insekten ein und aus
Die Schwelle lädt mich ein, und so betrete ich
zum allerersten Mal das große, wunderbare Haus

Ich fühle mich nicht mal eine Sekunde lang als Eindringling
was mich in meinem Wissen nur bestärkt
Ich bin da angekommen, wo ich hingehör
Ich bleib in dem geschäftigen Betrieb fast unbemerkt
Es werde händeringend ein Ersatz gesucht, die Stelle
eines Hausmeisters ist erst seit kurzem frei
Der Vorgänger, so sagt man mir, sei unglücklich gefallen
und er brach sich leider das Genick dabei

Nur wenige Gespräche und ganz viele Flunkereien später
bin ich im Hotel fest angestellt
Auf Probe nur, fürs erste, dennoch fühle ich mich
wie der größte Glückspilz auf der ganzen weiten Welt
Ich denke, welch ein wundervoller Zufall
laut bemerke ich jedoch: “Welch ein bedauernswerter Tropf!”
Ich arbeite ab jetzt im Paradies und hab zum ersten Mal
seit langem auch ein Dach über dem Kopf

Vergessen ist die Somme, vergessen ist Versailles
vergessen ist die Not, das alles liegt weit hinter mir
Ab morgen bin ich ein ganz neuer Mensch, hab Perspektiven
und ich wünsche mir, ich blieb für immer hier

La prima cosa che vedo quando esco dalla stazione
sulla grande piazza davanti, non è una donna
Invece il mio sguardo cade direttamente su un meraviglioso
grande e anche estremamente lussuoso edificio
Mi sembra come un palazzo, no, come un tempio di una
divinità dimenticata da molto tempo, come sta lì così
Vedo me stesso come un automa, che come telecomandato
del tutto meccanicamente si avvicina ad un santuario

All’entrata c’è un usciere
che con gesti esperti
Manda all’interno i fattorini con i bagagli
Ora mi accorgo a malapena delle persone intorno a me
sono incantato e rapito da questo scenario
Autisti tengono le portiere alle automobili
Ospiti arrivano e altri ospiti partono
Le signore agghindate in modo raffinato salgono e scendono
e nobili signori fanno un cenno amichevole col capo, ma limitato

Mi sento come un credente, che durante la contemplazione
di un duomo, animato sulle sue ginocchia, ringrazia il Creatore
Sento me stesso assaporare il nome, che di buon gusto
e in grandi lettere campeggia sopra di me all’ingresso
Nel mio petto, cresce un profondo desiderio
e di colpo mi diventa chiaro: io vado messo in questo luogo
Troverò un modo, io voglio e devo entrare
So, che altrimenti tutta la mia vita non avrebbe mai più un senso

Sento esattamente, che oggi è il mio giorno fortunato
e che con me accadrà qualcosa di grande e di speciale
Controllo, come cade il mio vestito, e giro
intorno, deve esistere un secondo ingresso
Là c’è la porta, qui accorrono gli impiegati e
fornitori accorrono come insetti dentro e fuori
La soglia mi invita, e così entro
per la prima volta nella grande, meravigliosa casa

Non mi sento neanche un secondo come un intruso
questo mi rafforza solo nella mia cognizione
Sono arrivato, dove vado messo
Rimango quasi inosservato nell’operosa attività
É ricercata disperatamente una sostituzione, il posto
di un portiere è vacante solo da poco tempo
Il predecessore, così mi hanno detto, è caduto male
e purtroppo si è rotto l’osso del collo

Solo un po’ di conversazioni e molte frottole più tardi
sono impiegato presso l’hotel
Solo in prova, per ora, tuttavia mi sento
come il più fortunato di tutto il mondo
Penso, che meravigliosa coincidenza
però dico forte: “Che deplorevole poveraccio!”
Da adesso lavoro in paradiso e per la prima volta
dopo tanto tempo ho anche un tetto sopra la testa

É dimenticata la Somme, è dimenticata Versailles [1]
è dimenticata la miseria, tutto questo si trova lontano dietro di me
Da domani sono un uomo completamente nuovo, ho delle prospettive
e mi auguro, di rimanere qui per sempre

[1] La Somme è un fiume francese, famoso soprattutto per la battaglia combattuta nel 1916, durante la Prima guerra mondiale. Quanto a Versailles, il riferimento è probabilmente al trattato firmato nel 1919, anno in cui è ambientata la storia, che pose fine alla grande guerra.

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