Zwischentöne: Abfall
Toni intermedi: rifiuti

Testo originale
Testo ©2016 ASP
Traduzione
Traduzione ©2016 Daniele Benedetti

Draußen baute man die Teilungsmauer
und bald tat ich es ihnen drinnen gleich
Draußen sah man es mit Wut und Trauer
hier unten schützte sie dein Totenreich

Oben mach ich Diener und tu immer ganz bescheiden
vermeide jede Art von Kommentar
Ich lasse nichts durchblicken und verberge jede Klugheit
denn so bleibe ich auch weiter unsichtbar
Immer in der Nähe
wenn ich pirsche, wenn ich spähe
Niemand wähnt sich im Hotel je in Gefahr

Vergehen
So viele für dich
Vergehen
So viele an mir
Nun kann ich es sehen:
Wir sind verdammt zum
Vergehen

Die Wand-Attrappe, die ich für uns baute
dort im Keller, nur zu unserem Schutz
Ein Knochenmeer, das sich dahinter staute
aus Haaren auch und altem, feuchtem Schmutz

Nur ich steig dahinter, und ich wate durch den Unrat
Wenn etwas uns verrät, dann liegt es hier
Manchmal taucht ein Arm auf, etwas, das mal ein Gesicht war
wie aus tiefem Wasser ein entstelltes Tier
Blut an meinen Händen
und an deinen Wänden
Und von irgendwo ein Luftzug, und ich frier

Vergehen
So viele für dich
Vergehen
So viele an mir
Nun kann ich es sehen:
Wir sind verdammt zum
Vergehen

Immer fallen ganze Horden
von illustren Gästen ein
Niemals lasse ich das Morden
Mir fällt immer etwas ein

Vergehen
So viele für dich
Vergehen
So viele an mir
Nun kann ich es sehen:
Wir sind verdammt zum
Vergehen

Fuori hanno costruito il muro di divisione [1]
e presto ho fatto la stessa cosa dentro
Fuori si è visto con rabbia e grande dolore
qua sotto ha protetto il tuo regno dei morti

Sopra faccio il servo e agisco sempre in modo molto riservato
evito ogni genere di commento
Non faccio trasparire nulla e nascondo ogni sagacia
perché così continuo a rimanere invisibile
Sempre nelle vicinanze
quando mi muovo di soppiatto, quando spio
Nessuno si crede mai in pericolo nell’hotel

Trasgredire
Così tanto per te
Abusare
Così tanto di me
Ora posso vederlo:
Siamo condannati a
Perire [2]

L’imitazione del muro, che ho costruito per noi
là in cantina, solo come nostro rifugio
Un mare di ossa, che si è ammassato là dietro
anche di capelli e vecchia, umida sporcizia

Solo io scendo là dietro, e guado attraverso l’immondizia
Se qualcosa ci tradisce, poi giace qui
Qualche volta affiora un braccio, qualcosa, che una volta era un viso
come un animale sfigurato dall’acqua profonda
Sangue sulle mie mani
e sulle tue pareti
E da qualche parte una corrente d’aria, e io ho freddo

Trasgredire
Così tanto per te
Abusare
Così tanto di me
Ora posso vederlo:
Siamo condannati a
Perire

Sempre mi tornano in mente orde
di illustri ospiti
Non abbandono mai l’assassinio
Mi viene sempre in mente qualcosa

Trasgredire
Così tanto per te
Abusare
Così tanto di me
Ora posso vederlo:
Siamo condannati a
Perire


[1] Il pensiero va immediatamente al Muro di Berlino, nonostante l’apparente incongruenza temporale rispetto all’inizio della storia. In realtà più avanti, ASP ci spiega come mai il protagonista ha vissuto così a lungo da essere arrivato all’hotel Astoria verso la fine dell’800 (già adulto) e di essere ancora vivo al momento della costruzione del muro, iniziata il 13 Agosto 1961.

[2] Il ritornello gioca sui vari significati del verbo “vergehen”.

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