Wanderer – Viandante

Testo originale
Testo ©2013 ASP
Traduzione
Traduzione ©2013 Daniele Benedetti

Lichtschein. Eine raue Küste
Ich schick mich auf den Pfad:
Ich warte einfach nicht mehr länger
Wenn ich nur zu vertrauen wüsste!
Doch mein Instinkt scheut instinktiv
bei seinem Doppelgänger

Das Labyrinth des Zweifels
musste ich so lang durchwandern
Es waren Träume eines Fremden:
die Gedanken eines andern!

Einst klar und so vertraut
und nun wandre ich umher
Was früher war, so stark gebaut
bin ein andrer als bisher
Das Fundament, es schwindet schon
ist nur noch Blendwerk, Illusion
Das Weltbild bricht in sich zusammen
zerfällt zu nichts im Flammenmeer

Und ich glaub den Weg zu wissen!
Ich folge immerzu dem Lockruf
aus dem Traum des Sängers
Würden wir uns wohl vermissen?
Die Melodie des Senders
oder gleichsam Welt-Empfängers?

Das Labyrinth des Zweifels
musste ich so lang durchwandern
Es waren Träume eines Fremden:
die Gedanken eines andern!

Einst klar und so vertraut
und nun wandre ich umher
Was früher war, so stark gebaut
bin ein andrer als bisher
Das Fundament, es schwindet schon
ist nur noch Blendwerk, Illusion
Das Weltbild bricht in sich zusammen
zerfällt zu nichts im Flammenmeer

Es ist schwer, etwas zu sehn
und sich selbst noch zu erkennen
Seh nur den Smog am Himmel stehn
und uns in ihren Ofen brennen

Ich spür den Staub bei Tag und Nacht
er wird in allen Falten bleiben
Er ist doch nur dazu gemacht
ihr Mahlwerk ewig anzutreiben

Wir haben uns noch kaum entdeckt
und Staub wird wieder nur zu Staub
Wenn Asche diese Welt bedeckt
wirst du geschenkt, zugleich geraubt

Lichtschein. Eine raue Küste
Ich schick mich auf den Pfad:
Ich warte einfach nicht mehr länger
Ich warte einfach nicht mehr länger
Ich warte einfach nicht mehr länger
Ich warte einfach nicht mehr länger
Ich warte einfach nicht mehr länger

Chiarore. Una costa selvaggia
Mi sbrigo sul sentiero:
Semplicemente non aspetto più
Se solo sapessi fidarmi!
Ma il mio istinto teme istintivamente
il suo doppio

Ho dovuto vagare così a lungo
attraverso il labirinto del dubbio
C’erano i sogni di uno sconosciuto:
i pensieri di un altro!

In passato limpido e così familiare
e ora vago qua e là
Ciò che era un tempo, costruito così saldamente
sono un altro rispetto a prima d’ora
La base, già svanisce
c’è ancora solo apparenza, illusione
La concezione del mondo crolla su se stessa
si dissolve nel nulla nel mare di fiamme

E credo di conoscere la strada!
Seguo sempre il richiamo
dal sogno del cantante
Probabilmente ci saremmo smarriti?
La melodia del trasmettitore
o, per così dire, ricevitore mondiale?

Ho dovuto vagare così a lungo
attraverso il labirinto del dubbio
C’erano i sogni di uno sconosciuto:
i pensieri di un altro!

In passato limpido e così familiare
e ora vago qua e là
Ciò che era un tempo, costruito così saldamente
sono un altro rispetto a prima d’ora
La base, già svanisce
c’è ancora solo apparenza, illusione
La concezione del mondo crolla su se stessa
si dissolve nel nulla nel mare di fiamme

È difficile, vedere qualcosa
e riconoscere ancora se stessi
Vedo solo lo smog in cielo
che ci brucia nel suo forno

Sento la polvere giorno e notte
rimarrà in tutte le pieghe
Ma è fatta solo per questo
azionare in eterno il suo meccanismo di macinazione

Ci siamo riconosciuti ancora a stentoo
e la polvere diventerà di nuovo solo polvere
Quando la cenere coprirà questo mondo
ti sarà donato e allo stesso tempo rubato

Chiarore. Una costa selvaggia
Mi sbrigo sul sentiero:
Semplicemente non aspetto più
Semplicemente non aspetto più
Semplicemente non aspetto più
Semplicemente non aspetto più
Semplicemente non aspetto più

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