SonaARta [1]

Testo originale
Testo ©2017 ASP
Traduzione
Traduzione ©2017 Daniele Benedetti

Haven’t we come this long, long way
From the center of the earth?
Did we not greet every single day
With a scream since the night of our birth?

Only in our dreams do we dare to hope and wait
And we drink from Lethe’s well
We listen to our sighs as they slowly fade
Like the chimes of a mourning bell

Lives and ships have been shattered
By the iron claws of the sea
Did they ever really matter?
Is there no one that hears me?

The fog is much too dense
And I can’t find
Anyone
We grope about as we dance
But remain blind
Where have we gone?
Where have we gone?

Our memories are fading with the endless years
And what used to be true beyond doubt:
That someone could exist in the outer spheres
The world rests under a shroud

With no substance interfering
There are no echoes left at all
And the sounds keep disappearing
No one ever heeds the call

We’ve been drifting in the dark, uttering noises
Knowing that our strength will wane
Will an echo ever come from the voices
Or must we wait for them in vain?

Non siamo venuti per questa lunga, lunga strada
Dal centro della terra?
Non abbiamo salutato ogni singolo giorno
Con un grido fin dalla notte della nostra nascita?

Solo nei nostri sogni osiamo sperare e aspettare
E beviamo dalla sorgente di Lete [2]
Ascoltiamo i nostri sospiri come svaniscono lentamente
Come i rintocchi di una campana a morto

Vite e navi sono state mandate in pezzi
Dagli artigli di ferro del mare
Hanno mai avuto davvero importanza?
C’è nessuno che mi ascolta?

La nebbia è troppo densa
E non riesco a trovare
Nessuno
Andiamo a tentoni mentre balliamo
Ma rimaniamo ciechi
Dove siamo andati?
Dove siamo andati?

I nostri ricordi stanno svanendo con gli anni senza fine
E quello che sembrava vero oltre ogni dubbio:
Che qualcuno potrebbe esistere nelle sfere esterne
Il mondo riposa sotto un sudario

Senza sostanza ad interferire
Non ci sono echi rimasti
E i suoni continuano a scomparire
Nessuno presta mai attenzione alla chiamata

Siamo andati alla deriva nel buio, emettendo rumori
Sapendo che la nostra forza andrà scemando
Verrà mai un’eco dalle voci
O dobbiamo attenderli invano?


[1] Gioco di parole tra “sonata” e “sonar“.

[2] Nella mitologia greca e romana, Lete era il fiume dell’oblio, che scorreva nell’oltretomba.

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