Die Untifen – Gli abissi

Testo originale
Testo ©2017 ASP
Traduzione
Traduzione ©2017 Daniele Benedetti

Die Augen fest zusammengekniffen
seh ich von unten Schattenrisse von Schiffen
Sie ziehen weit oben vorbei
ich kenn nie ihre Ziele
Bald gehen ihre Rümpfe entzwei, und es bersten die Kiele
denn sie begegnen den Riffen

Die Leuchtfeuer leiten euch, endlich seht ihr wieder Land
nach den vielen Irrfahrten
Das Steuerrad gleitet aus der einst so tapferen Hand
doch die Untiefen warten
Die Untiefen warten!

Es regnet, es regnet, es regnet im Meer
Die Münder stehen offen, die Augen sind leer
Nichts bleibt, denn sie haben euch alles genommen
gewohnt, über Leichen zu gehen
Im Untergang seid ihr hier alle willkommen
hier gibt es nichts falsch zu verstehen!

Der Schiffsleib vom Felsenmaul aufgebissen
ein Holzgeschöpf von einem Raubtier gerissen
Der Brustkorb des Wesens von Steinzähnen leicht aufgebrochen
Hier unten im Sand nagen Krabben das Fleisch von den Knochen
Wird euch jemand vermissen?

Das Licht in der Finsternis schien wie ein Himmelsgeschenk
das die Engel euch schufen
Stattdessen ließ man euch auflaufen und hat euch versenkt
wo die Untiefen rufen
Die Untiefen rufen!

Sie sind redliche, tüchtige Leute
klauben auf, was die Flut ihnen bringt
teilen sich schon seit jeher die Beute
alles, was nicht zum Meeresgrund sinkt
Sehen sie Schiffe im Sturm in der Ferne
wird getan, was getan werden muss:
Sie entzünden die alte Laterne
als entsetzlichen Willkommensgruß
Hier im nassen Grab regt sich das Leben
und bald werden sie endlich bezahlen
Denn wir werden uns wieder erheben
machen Schluss mit den falschen Signalen!

Gli occhi serrati stretti
vedo dal basso sagome di navi
Sfilano molto più in alto
non conosco i loro obiettivi
Presto i loro scafi andranno in pezzi, e la chiglia si spaccherà
perché incontreranno le scogliere

I fari vi guidano, finalmente rivedrete terra
dopo le molte peregrinazioni
Il timone sfugge alla mano un tempo così valorosa
ma gli abissi aspettano
Gli abissi aspettano!

Piove, piove, piove nel mare
Le bocche sono aperte, gli occhi sono vuoti
Niente rimane, perché vi hanno preso tutto
abituati, a camminare sui cadaveri
Nel naufragio qui siete tutti benvenuti
qui non c’è niente di sbagliato da capire!

Il corpo della nave aperto con i denti dalle fauci degli scogli
una creatura di legno lacerata da un predatore
La gabbia toracica dell’essere aperta facilmente dai denti di pietra
Quaggiù nella sabbia i granchi rosicchiano la carne dalle ossa
Mancherete a qualcuno?

La luce nell’oscurità sembrava come un dono celeste
che gli angeli vi avevano fatto
Invece vi ha fatti incagliare e vi ha affondati
dove gli abissi chiamano
Gli abissi chiamano!

Sono persone oneste, in gamba
Raccolgono quello che la marea porta loro
si dividono da sempre il bottino
tutto quello che finisce in fondo al mare
Vedono le navi nella tempesta in lontananza
viene fatto ciò che deve essere fatto:
Accendono la vecchia lanterna
come un orrendo saluto di benvenuto
Qui nella tomba bagnata si sveglia la vita
e presto finalmente pagheranno
Perché ci solleveremo di nuovo
la faremo finita con i segnali sbagliati!


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