Der geheimnisvolle Fremde (ja, ja dreimal Hurra!)
Il misterioso straniero (si, si tre volte urrah!)

Testo originale
Testo ©2008 ASP
Traduzione
Traduzione ©2010 Daniele Benedetti

Am gestrigen Morgen kam ein Reiter geritten
Von Norden her, in unseren Ort
Er sprach “Ihr in Schwarzkollm habt lange gelitten
Viel zu lange – doch hört nur mein Wort!

Wie schon eure Väter und auch deren Väter
Habt ihr in seinem Schatten gewohnt
In Furcht euch geduckt vor dem Herrn Übeltäter
Und gebetet, dass er euch verschont!

Ihr wisst es, er ist mit dem Teufel im Bunde
Doch selbst der rettet ihn nun nicht mehr
Er wird heute sterben, noch in dieser Stunde
Wir setzen uns endlich zur Wehr!”

Ja! Ja, dreimal Hurra!
Der Müller muss endlich ins Grab!
Ja! Ja, dreimal Hurra!
Und die Mühle, die reißen wir ab!

Der Fremde sah unsre entsetzten Gesichter
Er lachte und sprach: “Lauft nicht weg!
Ihr habt nichts zu fürchten
ich allein bin sein Richter
ich brauch euch zu anderem Zweck!”

Er wies mit dem Finger
und hieß uns zu schauen
“Dort könnt ihr mein Regiment sehen!”
Am Ortseingang sah man zwölf ängstliche Frauen
verschüchtert und Arm in Arm stehen

“Auch ich war ein Müller-
soldat weit gereister
nun folgt mir
und seid nicht mehr bang

Habt keine Angst mehr
vor den Künsten des Meisters!
Was er kann
das kann ich schon lang!”

Ja! Ja, dreimal Hurra!
Der Müller muss endlich ins Grab!
Ja! Ja, dreimal Hurra!
Und die Mühle, die reißen wir ab!

So folgten ihm Männer und Frauen und Kinder
ob sie Bauer war’n, Knecht oder Magd
Heut stehen wir auf, gegen den Leuteschinder
Ja Leute, heut geht’s auf die Jagd!

Der seltsame Fremde rief aus vollen Lungen:
“Hey Müller, los komm jetzt heraus
oft bist du dem Tod von der Schippe gesprungen
doch damit ist es endlich aus!”

Da rief er heraus:
“Nicht zu mir kommt der Schnitter!”
und er ließ seine zwölf Hunde los
doch die liefen schwanzwedelnd zu den zwölf Müttern
am Ende war’n Söhne sie bloß

Ja! Ja, dreimal Hurra!
Der Müller muss endlich ins Grab!
Ja! Ja, dreimal Hurra!
Und die Mühle, die reißen wir ab!

Der Fremde rief spottend:
“Hast du’s nicht vernommen
ein Feigling wirst du doch nicht sein
Heute rechnen wir ab
und willst du nicht rauskommen
so muss ich wohl zu dir hinein.”

Kaum sprach er es aus
da war er auch schon drinnen
und lange Zeit schien zu vergehn
Ein grollender Lärm
jemand schrie wie von Sinnen
und das Mühlenrad blieb plötzlich stehn

Der Mann trat heraus
des Meisters Bezwinger
“Der Teufel hol ihn, schwarze Seel’ ”
Weiße Asche, die rieselte
zwischen den Fingern
hervor, sah aus wie feinstes Mehl

“Nun ist es vollbracht
ja ich konnt’ ihn besiegen
doch die Rache die schmeckt mir so schal.”
sprach er und auf einmal sah man Burschen liegen
wo die Hunde war’n zwölf an der Zahl

“Ihr Brüder was kann es noch Schöneres geben
als euch zu seh’n, und ihr seid frei!
Ich schenk’ euch Vergessen und ein neues Leben
mit dem Zaubern ist es nun vorbei

Auf finstere Mächte müsst ihr nun verzichten –
genug davon gibt’s ohnehin
Wir wollen gemeinsam die Mühle vernichten
und es wird unser aller Gewinn.”

Ja! Ja, dreimal Hurra!
Wir bringen nun alles ins Lot!
Ja! Ja, dreimal Hurra!
Und der teuflische Müller ist tot!

Der Fremde wies uns an, das Moor zu entwässern
der Sumpf wurde urbares Land
Und murmelte er vor sich hin
ging uns besser
die Arbeit schon bald von der Hand

Das Mühlrad’ verbrannt
das Haus abgetragen
den Mühlenteich ließen wir ab
Bald zeugte nichts mehr von den Schreckenstagen
davon, dass es den Müller je gab

Der Fremde er rief
in den Augen ein Funkeln:
“Dies’ Land soll allein eures sein!”
Dann ritt er davon
und verschwand schon im Dunkeln
man hörte ihn singen allein

Ja! Ja, dreimal Hurra!
Wir bringen nun alles ins Lot!
Ja! Ja, dreimal Hurra!
Und der teuflische Müller ist tot!

Dann ritt er davon
und verschwand schon im Dunkeln
und wir stimmten alle mit ein

Ja! Ja, dreimal Hurra!
Wir bringen nun alles ins Lot!
Ja! Ja, dreimal Hurra!
Und der teuflische Müller ist tot!

Ieri mattina è venuto un cavaliere cavalcando
dal nord, nella nostra località
Disse “Voi di Schwarzkollm [1] avete sofferto a lungo
Troppo a lungo – ma ora ascoltate la mia parola!

Come anche i vostri padri e i loro padri
Avete dimorato alla sua ombra
Per la paura vi siete piegati al signore malfattore
E avete pregato, che egli vi risparmiasse!

Sapete, che ha un patto con il Diavolo
Ma perfino questi non lo salva più ora
Morirà oggi, ancora in quest’ora
Ci mettiamo finalmente in difesa!”

Si! Si, tre volte urrah!
Finalmente il mugnaio deve andare nella tomba!
Si! Si, tre volte urrah!
E il mulino, glielo strappiamo!

Lo straniero vide i nostri volti inorriditi
Rise e disse: “Non correte via!
Non avete niente da temere
io solo sono il suo giudice
ho bisogno di voi per un altro scopo!”

Indicò con il dito
e ci chiamò a guardare
“Là potete vedere il mio reggimento!”
All’entrata della città vide dodici donne spaventate
stavano intimorite a braccetto

“Anche io ero un soldato del mugnaio-
che ha viaggiato lontano
ora seguitemi
e non siate più timorosi

Non abbiate più paura
dell’arte del maestro!
Ciò che sa
io lo so già da tempo!”

Si! Si, tre volte urrah!
Finalmente il mugnaio deve andare nella tomba!
Si! Si, tre volte urrah!
E il mulino, glielo strappiamo!

Così uomini, donne e bambini l’hanno seguito
sia che fossero contadini, servi o serve
Oggi ci solleviamo, contro l’aguzzino
Si gente, oggi si va a caccia!

L’insolito straniero gridò a pieni polmoni:
“Ehi mugnaio, adesso vieni fuori
spesso sei sfuggito alla morte
ma con questo finalmente è finita!”

Quello gridò:
“Non per me viene il mietitore!”
e sguinzagliò i suoi dodici cani
ma quelli hanno corso scodinzolando verso le dodici madri
alla fine erano semplicemente figli

Si! Si, tre volte urrah!
Finalmente il mugnaio deve andare nella tomba!
Si! Si, tre volte urrah!
E il mulino, glielo strappiamo!

Lo straniero gridò beffardo:
“Non hai sentito
certo non sarai un vigliacco
Oggi facciamo i conti
e tu non vuoi venire fuori
così probabilmente devo venire io dentro da te.”

Appena lo pronunciò
era già dentro
e sembrò passare molto tempo
Un rumore rimbombante
qualcuno gridò come fuori di testa
e improvvisamente la ruota del mulino si fermò

L’uomo usci
il vincitore del maestro
“Il Diavolo lo ha preso, anima nera”
Cenere bianca, che scorreva
tra le dita
sembrò come la farina più fine

“Ora è compiuto
si, sono riuscito a sconfiggerlo
ma la vendetta mi sembra così insipida.”
disse e tutto ad un tratto vide giacere ragazzi
dove c’erano i cani, dodici di numero

“Fratelli, cosa può esserci di più bello
che rivedervi, e siete liberi!
Vi regalo l’oblio e una nuova vita
con la magia ora è finita

Ora dovete rinunciare ai poteri oscuri
comunque ce n’è abbastanza di ciò
Vogliamo distruggere insieme il mulino
e sarà tutto il nostro guadagno.”

Si! Si, tre volte urrah!
Ora rimettiamo tutto a posto!
Si! Si, tre volte urrah!
E il mugnaio diabolico è morto!

Lo straniero ci ordinò, di prosciugare la palude
il pantano sarebbe diventato terra coltivabile
E mormorò tra sé
meglio
iniziare presto il lavoro

La ruota del mulino bruciata
la casa demolita
abbiamo fatto defluire lo stagno del mulino
Presto più niente ha testimoniato dei giorni spaventosi
che c’è mai stato il mugnaio

Lo straniero gridò
negli occhi una scintilla:
“Questa terra deve essere solo vostra!”
Poi andò via cavalcando
e sparì nel buio
lo si sentiva cantare da solo

Si! Si, tre volte urrah!
Ora rimettiamo tutto a posto!
Si! Si, tre volte urrah!
E il mugnaio diabolico è morto!

Poi andò via cavalcando
e sparì nel buio
e ci siamo accordati tutti con uno
Si! Si, tre volte urrah!
Ora rimettiamo tutto a posto!
Si! Si, tre volte urrah!
E il mugnaio diabolico è morto!

[1] Schwarzkollm è una località della Sassonia in cui è ambientata la storia di Krabat.

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