Am Ende – Alla fine

Testo originale
Testo ©2008 ASP
Traduzione
Traduzione ©2010 Daniele Benedetti

So reitet der Gevatter
Am Ende auch zu mir
Geht, öffnet ihm die Gatter
Und öffnet ihm die Tür!

Ich bin von Herzen müde
Das Ende ist erreicht
Der Schnitter, wie im Liede
Macht alle, alle gleich

So will ich von dem Bösen
Und Schlechten, das mich trieb
Mich in der Hoffnung lösen
Dass man mir noch vergibt

Drum werft den Höllenzwang nun
In einen See so tief!
Ich will den letzten Gang tun
Zu dem der Schnitter rief

So wenig meiner Ziele
Hab ich am Schluss erreicht
Es gibt der Sklaven viele
Die Menschen sind nicht gleich

Ihr guten, treuen Hände!
Leibeigenschaft und Fron
Die seien heute zu Ende
Und Freiheit euer Lohn

Doch bräucht’ es ganze Scharen
Von Zauberern, und Zeit
Das Schöne zu bewahren
Und die Gerechtigkeit

Die Welt, sie muss sich wandeln
Bin ich auch nicht mehr da
Soll’n Mächtigere handeln
Als ich es jemals war

Hab für mein Brot gesungen
So reich ich nun auch bin
Einst war ich Betteljunge
Und so geh ich dahin

Einst waren wir wie Brüder
In Freundschaft tief vereint
Ich sah die zwölf nie wieder
Und scheide ganz allein

Was einmal deine Beute
Bekommt man nie zurück
Sie fehlt mir, selbst noch heute
Im letzten Augenblick

Nun will ich nicht mehr weinen
Komm, führ mich in dein Land!
Will mich mit ihr vereinen
In deiner sanften Hand…

Così cavalca la morte
Alla fine anche per me
Andate, apritegli il recinto
E apritegli la porta!

Sono stanco di cuore
La fine è raggiunta
Il mietitore, come nella canzone
Rende tutti, tutti uguali

Così voglio liberarmi
delle cose malvagie e cattive
che mi hanno spinto, nella speranza
Che mi si perdoni ancora

Perciò ora gettate il libro di magia [1]
In un mare così profondo!
Voglio fare l’ultimo passo
Verso colui che il mietitore ha chiamato

Così pochi dei miei obiettivi
Ho raggiunto alla fine
Molti sono schiavi
Gli uomini non sono uguali

Le loro buone, fidate mani!
Servitù della gleba e corvéè
Finiscano oggi
E la libertà sia la vostra ricompensa

Ma avrei avuto bisogno di intere schiere
Di maghi, e di tempo
Per proteggere la bellezza
E la giustizia

Il mondo deve cambiare
Nemmeno io sono più qui
I potenti dovrebbero comportarsi
Come facevo io una volta

Ho cantato per il mio pane
Ora anche io sono così ricco
Un tempo ero un giovane mendicante
E così muoio

Un tempo eravamo come fratelli
Uniti profondamente nell’amicizia
Non ho visto mai più i dodici
E trapasso tutto solo

Ciò che un tempo era il tuo bottino
Non si riceve mai indietro
Mi manca, persino oggi
Nell’ultimo istante

Ora non voglio più piangere
Su, guidami nella tua terra!
Voglio unirmi a lei
Nella tua dolce mano…

[1] Erano definti “Höllenzwang” molti libri di magia, per evidenziare il fatto che, attraverso gli incantesimi in essi contenuti, era appunto possibile controllare e costringere (in Tedesco “zwingen”) demoni e forze infernali (“Hölle è il termine tedesco che indica l’inferno).

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