Significato Halleluja - Rammstein: analisi e interpretazione del testo

Significato Halleluja: analisi e spiegazione del testo dei Rammstein

“Halleluja” è un brano contenuto nel singolo “Links 234”, che affronta il tristemente famoso e purtroppo diffuso fenomeno della pedofilia all’interno della Chiesa.
La canzone ci racconta di un prete apparentemente irreprensibile: tiene un’immagine del Signore appesa al muro, lucida e “toglie le macchie dalla Bibbia” (ma, si scoprirà, ha una macchia ben peggiore nella sua anima, che non può pulire) e “distribuisce volentieri la Comunione”, impersonando nel migliore dei modi lo stereotipo del prete buono e caritatevole che la Chiesa vuole imprimere nell’immaginario collettivo.

Già nella prima strofa, però, è presente l’ambiguità: “fromm” significa “devoto” ed ha generalmente una connotazione positiva ma, allo stesso tempo, si può tradurre con “ipocrita”. Proprio l’ipocrisia di fronte a questo fenomeno è uno dei temi della canzone.
In particolare il prete è attratto da uno dei ragazzi del coro, così cerca di passare più tempo possibile lui, per esorcizzare il peccato, che è sempre in agguato. Anche qui è presente un’altra evidente ambiguità: con la scusa di vegliare sul ragazzo ed impedirgli di peccare, è il prete stesso a cadere in tentazione a causa di quella vicinanza prolungata.

Il prete tiene sempre sul comodino un’immagine di Cristo, che ha l’accortezza di girare, quasi volendo impedirgli di vedere quello che sta per fare, in netta contrapposizione con il principio secondo cui “Dio vede tutto”, a cui invece il sacerdote dovrebbe credere. Tuttavia l’immagine è muta: questo significa che è impotente di fronte a quello che si consumerà di lì a poco e che non può impedirlo.

Subito dopo i Rammstein ci spiegano perché il prete è attratto dal ragazzo: è rimasto senza moglie, così deve amare il prossimo; un’ironia graffiante che critica il celibato imposto dal Cattolicesimo.

Nell’ultimo ritornello si consuma la violenza e un gioco di parole chiude la canzone: il prete pedofilo è un vero cristiano perché sa cos’è la carità (“Nächstenliebe”), tuttavia la stessa parola scritta staccata come nelle strofe precedenti (“Nächsten Liebe”) indica l’amore per il prossimo, ma anche qui con un intento tristemente ironico.

Così, quando il campanile suona due volte (in questo passaggio è piuttosto evidente l’allusione al campanile come simbolo fallico), il prete che prima aveva girato l’immagine sul comodino, adesso fa’ girare il ragazzo per “prenderlo” durante la preghiera.

Tutto il testo è allusivo e mai diretto; lascia intuire la violenza senza mai nominarla apertamente, con una scelta molto azzeccata per denunciare un fenomeno che, soprattutto quando è stata scritta la canzone (2001), molti , in particolare tra i vertici ecclesiastici, preferivano negare piuttosto che ammettere e condannare apertamente.

Daniele Benedetti

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