Significato Asche zu Asche - Rammstein: analisi e interpretazione del testo

Significato Asche zu Asche: analisi e spiegazione del testo dei Rammstein

Il significato di “Asche zu Asche”, brano estratto dal primo album dei Rammstein, “Herzeleid” (1995) non è immediatamente evidente. La canzone parla della crocifissione e della resurrezione di Gesù e, attraverso un simbolismo molto ricercato, nega il dogma della resurrezione e dell’immortalità del corpo, di cui non resta altro che un mucchio di cenere.

All’inizio della canzone il corpo è caldo perché è ancora in vita ed è caldo anche appena morto, la croce è bollente perché il corpo vi è stato appena inchiodato e il giudizio è sbagliato perché Gesù è stato condannato a morte dagli ebrei, ma essi non ne avevano l’autorità, in quanto solo in base alla legge romana si potevano emettere sentenze di morte; per questo gli ebrei si rivolgono a Ponzio Pilato, che pur non riconoscendo crimini nella condotta di Gesù, accorda la crocifissione, formulando quindi un giudizio errato. La tomba è fredda perché è vuota e priva del calore del corpo vivo del primo verso, caldo come sarebbe stato di nuovo se fosse davvero risorto.

Gesù viene crocifisso, la canzone descrive il momento in cui vengono piantati i chiodi e poi si fa riferimento al fuoco che purifica l’anima: non un rogo funebre, come si potrebbe pensare, ma che non è presente nelle Scritture, bensì un richiamo all’immagine delle lingue di fuoco, che simboleggiano lo Spirito Santo, che si presentano alle spalle degli Apostoli nel giorno della Pentecoste; questa purificazione riguarda l’anima, ma il risultato per il corpo è solo un mucchio di cenere.

In seguito si fa riferimento al fatto che Gesù tornerà, ma come un’ombra e non in carne e ossa, risorgerà segretamente perché Maria Maddalena trova la pietra sepolcrale spostata e la tomba vuota: l’angelo annuncia la resurrezione ma nessuno vi ha assistito e può testimoniare che questa sia davvero avvenuta.

La presunta resurrezione di Cristo, non solo nello spirito, ma anche nel corpo, è uno dei cardini del Cristianesimo e qui viene sottolineato il fatto che sulla base di questa presunta resurrezione gli uomini si sono inginocchiati supplicando pietà; alla base di tutto c’è una credenza, ma non un fatto tangibile e i Rammstein negano il fondamento di tale dogma.

L’immagine successiva fa riferimento all’episodio in cui San Tommaso, per credere alla resurrezione, pretende di toccare Gesù e infila il dito nei buchi lasciati dai chiodi: in questo caso il dito viene infilato nella cenere perché il corpo non c’è più, non è risorto né è immortale…Di esso è rimasto solo un mucchio di cenere. Cenere alla cenere e polvere alla polvere.

Daniele Benedetti

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