Significato Praise Abort - Lindemann: analisi e interpretazione del testo

Significato Praise Abort: analisi e spiegazione della canzone e del video di Lindemann

Prima di parlare del significato di “Praise Abort”, mi sembra doveroso fare una premessa. Quando qualche giorno prima del 29 Maggio (data ufficiale della premiére del video) era uscita una breve anteprima di “Praise abort”, mi aveva lasciata a bocca aperta (e penso sia stato lo stesso per tutti i fan di Till Lindemann): dopo aver visto il video e letto il testo tutto è cambiato. Posso solo dire che Lindemann è un genio e vi spiego di seguito perché.

In più interviste sia Till che Peter hanno suggerito di prendere con le pinze i testi di “Skills in Pills” e di porli nel cassetto nell’ironia e del divertimento. Forse hanno anche ragione, ma chi segue da anni i testi di Lindemann, sa che non sono scritti poi così tanto a caso. Ed è proprio il caso del testo che andiamo ora ad analizzare.

Partiamo con l’inizio “Mi piace scopare, ma senza preservativo, perché è più bello ma si può incorrere in gravidanze indesiderate”; assolutamente veritiero e qui l’ironia c’entra poco: è un dato di fatto. Probabilmente questo video e la canzone sono un po’ la metafora sarcastica della genitorialità moderna, che ultimamente, sempre più spesso, è piuttosto scadente. Le persone si comportano sempre più come animali, che vogliono solo “scopare e scopare” (raccolgo l’eufemismo di Till), senza assumersi alcuna responsabilità. Ecco l’attinenza con i maiali del video: quante volte si dice “sei un maiale” dal punto di vista sessuale o anche nel modo di vivere? Da umani dovremmo far valere il cervello anziché gli istinti animaleschi, ma spesso questo non accade.

Torniamo al testo e al video: “Ho sei figli, sono viziati, hanno tutto e non gli basta; i miei amici invece (che non hanno figli) stanno meglio, si godono la vita sono ricchi; io odio tutto e mi chiedo perché. Che sia mia moglie o il suo compagno (o il mio) o la mia prole, tutto è un peso. Non avrei mai pensato di arrivare ad approvare l’aborto”. Non è detto che i sei figli siano i suoi, ma potrebbe essere riferito ai Rammstein, suoi compagni di vita. Tutti sono genitori e tutti con i problemi che girano intorno all’essere una famiglia. Questi due anni di pausa sono serviti per far chiarezza nella vita di ognuno, crescere i figli, vederli viziati senza fare il minimo sforzo per guadagnarsi da vivere. In molti nella frase “Odio mia moglie e il suo compagno” hanno visto invece, con una certa ironia, un riferimento alla vecchia storia avuta dalla ex moglie di Till con Richard, da cui è nata Khira Li Lindemann, che porta il cognome di Till ma è figlia di Kruspe.

Se invece i sei figli fossero davvero suoi, (se ne conoscono quattro: due femmine che portano il suo cognome e due maschi di cui ha parlato in alcune interviste e catturati anche in alcuni scatti che girano sul web), ne mancherebbero due all’appello.

La scelta del bianco nel videoclip rappresenta la purezza, in netto contrasto col sangue che è la conseguenza dell’aborto e dalla morte. Quando Till trasformato in maiale prende a calci il suo ego, ovvero la parte pulita di lui, sembrerebbe una citazione del film “300” (manca solo il grido: “questa è Sparta”, anche se in effetti Till dice qualcosa). Potrebbe essere un riferimento agli efori rappresentati nel film, i sacerdoti degli antichi Dei raffigurati come porci incestuosi, più animali che uomini, che Leonida detesta, ma che deve corrompere e supplicare, perché nessun re spartano è mai andato in guerra senza la loro benedizione. Se così fosse, sarebbe l’ennesimo colpo di genio di Zoran Bihac, regista del video. In ogni caso la scena ha il suo effetto, in quanto rappresenta la parte bestiale che prende il sopravvento su quella umana.

Andiamo avanti con le immagini e vediamo un Till in versione femminile, preso fra allattamento e sfruttamento sessuale: lo specchio mostra la sua vera essenza, quella di una donna brutta, insieme ai porci che urinano ovunque mentre il suo partner si masturba e la violenta. Il testo continua nella cantilena “sono costretto a stare lontano dalle donne, a non avere rapporti fisici con loro perché non voglio figli”.

Ora arriviamo alla parte migliore e più inquietante, che costituisce il fulcro della storia. La mamma arriva in paradiso (notare lo sguardo sereno) con in braccio il suo porcellino, scomparso prematuramente; in cielo giungono anche gli altri maiali vittime dell’aborto. Qui Till racconta “diciamo addio, saliamo al cielo e diverremo come farfalle questo vi farà piangere”; anche lui è fra le nuvole, non come vittima, ma come giustiziere: davanti ad una vita triste e squallida con moglie e figli, meglio eliminarli sul nascere.

La libera interpretazione dei testi lascia pensare che questa scena potrebbe riferirsi alle cicatrici mentali che l’aborto lascia nella donna (e anche l’uomo, se lui avesse voluto il bambino) e al peso della colpa.  C’è anche una netta contrapposizione con il Cristianesimo, visto che, secondo le sue dottrine, chi è colpevole di aborto non può andare in paradiso.

Alla fine Till ritorna umano, giunge dalla moglie ormai cadavere e prende il maialino morto, coccolandolo e giocando con lui: la scena esprime il rimorso per la creatura mai nata. Ed ecco che la canzone che elogia l’aborto, alla fine fa’ emergere tutti i dubbi e i rimorsi che questa scelta comporta.

Musicalmente parlando, ben si accostano i ritornelli seguiti da riff insistenti. La chiusura in stile jazz non poteva essere più azzeccata, per chiudere un capitolo in serenità.

Siamo su un palcoscenico e la nostra vita gira intorno alle nostre decisioni (rappresentate dalle ballerine, che accompagnano leggiadre in un balletto classico, la parte coscienziosa dall’istinto animale).

Questa canzone non è certamente il meglio di Till Lindemann: la sua capacità inusuale di scrivere testi poetici e cupamente belli, si alterna a quelli satirici e “disgustosi”, come in questo caso. Il concetto parte da una sanità mentale che poi in studio si trasforma in qualcosa di sconcertante.

Scindiamo Lindemann solista dai Rammstein: i testi rimangono suoi, ma la musica che li esprime è decisamente meglio con l’apporto degli altri cinque.

Se vi chiedete il perché della scelta di lanciare “Praise abort” come singolo ve lo spiego subito: è di gran lunga la canzone più controversa. L’album presenterà sicuramente altri brani orecchiabili ma questa, resta la traccia che più s’imprime nella mente dell’ascoltatore. L’attenzione si concentra su esso. Siete liberi di dare il vostro significato di “Praise abort”, ma ciò non cambierà l’effetto che la canzone vi lascia.

Tina Troccoli

Leggi il testo e la traduzione di Praise Abort