Intervista Carlo Roberti, regista video Blutengel

Intervista con il regista Carlo Roberti, che ha girato gli ultimi due video dei Blutengel

Carlo Roberti, regista dell’ultimo videoclip dei Blutengel ci parla della sua recente realizzazione e del suo lavoro di regista, che ha già visto la collaborazione con altre band prestigiose. Roberti realizzerà anche il prossimo video della band guidata da Chris Pohl.

Grazie prima di tutto di averci accordato questa intervista, il pubblico italiano ne sarà lieto. Il made in Italy è stato esportato in Germania e non solo; nel tuo caso è avvenuta una rivoluzione, nel comunicare la musica con i tuoi video film  (perché sono proprio dei cortometraggi ben fatti e che animano lo spettatore). Cosa ne pensi?

Parlando di made in Italy, forse la cosa che ha perso più terreno nel mondo negli ultimi decenni è proprio il cinema italiano. Personalmente, però, ho riscontrato molta fiducia da parte dei clienti stranieri perché consapevoli di rapportarsi con un regista italiano.

Ovviamente non parliamo del grande cinema, ma nemmeno di videoclip classici commerciali. Da qualche anno a questa parte ho cercato di seguire uno stile che fosse una via di mezzo tra i due. Qualcosa di fortemente narrativo e dalle atmosfere cinematografiche, ma che non perdesse di vista la promozione dell’artista.

Il risultato è un prodotto che tiene alta l’attenzione di chi guarda il video e crea un ricordo legato al brano che resta più a lungo nella testa dello spettatore.

L’esempio più recente, oltre al video dei Blutengel, è il video dei Neverdream che vede la partecipazione straodinaria di Andy Kuntz (leader dei Vanden Plas) e che dura ben 11 minuti.

Che differenza c’è tra girare un videoclip musicale ed uno spot pubblicitario? Quale fra i due preferisci?

Mentre concludevo il montaggio del video dei Blutengel ho iniziato a girare uno spot pubblicitario e devo dire che il confronto così ravvicinato tra due prodotti mi ha fatto riflettere.

La prima differenza è la libertà creativa. Totale nel videoclip e limitata nello spot. Per quest’ultimo il video è solo il miglior veicolo per un messaggio sempre imposto e commissionato da altri creativi che ovviamente fanno il bene dell’azienda e lasciano al regista poco intervento artistico. Inoltre il videoclip funziona se disturba e se spiazza lo spettatore. Lo spot il più delle volte tende a rassicurare il consumatore.

Altra differenza sostanziale è nell’estetica.  Amo i toni cupi, le atmosfere notturne e le inquadrature incomplete o sbilanciate, proprio per non far mai sentire lo spettatore tranquillo e in equilibrio sulle proprie certezze. Lo spot, anche il più concettuale, resta pur sempre didascalico e diretto.

Ultima cosa ma forse la più importante. I fan della band che commentano il video. Quando vedi che li hai sorpresi, e che hai messo in risalto il loro mito in un modo differente dal solito allora ti accorgi che non esiste ricompensa migliore per il tuo lavoro.

Come nasce un video musicale?

Un video nasce dall’ascolto ossessivo del brano. Lentamente le ritmiche, le melodie, i suoni e le parole si trasformano in atmosfere (notturne o diurne), in luoghi (interni o esterni) e in azioni (lente o senza respiro). Quando un brano è complesso tutte queste variabili coesistono nello stesso video.

Da qui nasce una storia che avrà un intro (per far entrare lo spettatore nella giusta atmosfera), uno svolgimento complesso e un finale che enfatizzi la parte conclusiva del brano. La storia ovviamente deve essere adattabile al genere musicale in questione.

Poi mi preoccupo di trovare personaggi forti, che restino impressi, e di dare all’artista un ruolo carismatico nel video.

Tutto il resto è dato dalla giusta fotografia, dalla recitazione, dall’alternanza di pause e azioni e dai giusti tagli in rapporto al brano.

Carlo Roberti nel backstage di "Asche zu Asche", l'ultimo video dei Blutengel

Conoscevi già i Blutengel?

Si, ho lavorato su molti progetti della loro label Out Of Line. Avevo realizzato due video per i Kirlian Camera, uno per le inglesi Client e due per Ordo Rosarius Equilibrio.

Avrei voluto propormi io per un video ai Blutengel ma Chris Pohl mi ha anticipato sul tempo, dopo aver visto e apprezzato il video che ho fatto per le Client. Così ha proposto al manager dell’etichetta una collaborazione con me per il nuovo disco. E tutto è andato per il meglio.

Cosa pensi della musica tedesca visto che hai girato video per Nachtmahr e L’Âme Immortelle?

Uno dei motivi per cui amo lavorare con la scena alternativa tedesca, austriaca ed in generale europea è che la musica proposta è già una perfetta colonna sonora per qualcosa di epico, intenso e fortemente visivo. Trasmette azione e sentimento allo stesso tempo. Che si tratti di metal, EBM, industrial, goth, ecc., la musica è sempre costruita molto bene e non mi è mai capitato di non avere  idee da mettere in video.

Nel caso di  Nachtmahr e L’Ame Immortelle i progetti sono musicalmente diversi, ma mi hanno comunque fornito l’ispirazione per creare qualcosa di forte dal punto di vista visivo. Inoltre, avevo già lavorato con Trisol per altri progetti (Spiritual Front e Dope Stars Inc., Rome) e sono stato molto gratificato dalla proposta di Thomas Rainer.

Parlando proprio dei L’Âme Immortelle, il video “Wie Tränen im Regen” ha dei punti in comune con “Asche zu Asche”, ma sullo sfondo è ben riconoscibile Roma, con le immagini notturne della città eterna. Nell’ultimo video, nonostante l’ambientazione romana fosse stata molto pubblicizzata, la città non è riconoscibile. Come mai?

Nel caso di “Wie Tränen im Regen” la richiesta di mostrare Roma è arrivata da Thomas. Di solito, evito di mostrare la mia città. Per loro sarebbe stato un video dichiaratamente girato all’estero, per me un video dichiaratamente girato sotto casa. Ma in questo caso è stato diverso perchè la storia così intima giustificava l’ambientazione e mi ha permesso di mostrare Roma come il luogo della solitudine e della distanza tra due persone. Sono stato molto soddisfatto del risultato, quel video è uno dei miei preferiti e anche Sonja e Thomas sono rimasti impressionati.

Per i Blutengel è stato diverso. Le atmosfere action della storia richiedevano un’ambientazione più internazionale e meno identificabile, dal taglio più moderno.

Ma il motivo è anche un altro: i Blutengel sono venuti a Roma per girare due videoclip ufficiali. Sul secondo, ancora inedito, posso dirti poco ma ti assicuro che Roma rappresenterà un palcoscenico molto importante nella storia.

Collaborerai con il duo austriaco Rainer – Kraushofer anche per qualche video estratto dall’imminente album “Drahtseilakt”?

Al momento non è programmato nulla. Ma mi farebbe veramente piacere rivedere Thomas e Sonja e mettere in campo nuove cose. Sono due persone che stimo molto artisticamente e con le quali è davvero piacevole trascorrere giornate lavorative

Il nuovo video dei Blutengel ha un soggetto ben diverso dei soliti della band: suspense ed azione hanno preso il posto dei vampiri dei loro classici videoclip. Cosa ha ispirato questo cambiamento? La band ha fatto delle precise richieste in merito o ti ha lasciato ampia libertà di scelta?

Quando sono stato contattato da Out of Line ho detto loro che avrei voluto costruire qualcosa di più cinematografico e meno classico rispetto alla produzione precedente dei Blutengel. Chris e la label sono stati subito d’accordo e gli ho proposto l’idea della ladykiller. Quel personaggio era apparso anni prima in un video dei nostrani Surgery e avevo sempre sognato di dare seguito alla storia.  Così ho scritto il sequel in cui la killer, ormai a distanza di anni,  ha una figlia, ma viene suo malgrado richiamata in missione. Solo che questa volta il suo status di madre gli impone di chiudere i conti con il passato una volta per tutte. Credo che tirando le somme sia stata una scelta indovinata.

Volevo fare i complimenti alla brava e bella attrice Claudia Salvatori del video “Asche zu Asche”. Ha impersonato pienamente la Nikita assoldata dal cantante (che poi, in teoria, subirà a sua volta la tragica fine dei predecessori). Una curiosità sorge spontanea: il video non ha un finale, ma lascia aperta la porta ad un seguito. Il corpo di Chris Pohl non si vede: ci puoi anticipare qualcosa? È collegato al prossimo video in uscita dei Blutengel? Speriamo di vedere le immagini di Roma nel prossimo video.

Claudia è un’attrice incredibile, dallo sguardo potentissimo, ha dato profondità e carattere al personaggio. Parte come madre e torna ad essere madre sul finale, ma durante il video è spietata e fredda. Non era facile interpretare queste due anime. Abbiamo lavorato insieme molte volte, ma questa era la prova del fuoco e lei l’ha superata nel migliore dei modi. Prevedo per lei una carriera molto interessante.

Il finale aperto, in effetti, si presta a molte interpretazioni. Il personaggio di Chris si era caricato di  carisma nel corso del video e sarebbe stato controproducente mostrarlo in difficoltà o sconfitto. Volevo che la scena finale si chiudesse con uno scambio di sguardi in stile western, annunciando l’imminente fine senza però mostrarla. Non so se ci sarà un seguito, ma mai dire mai.

Il secondo video è totalmente differente sia sul piano visivo che musicale. Ci sarà comunque ancora una volta un personaggio femminile molto profondo, interpretato dalla bravissima Giulia Loreti De Paolis, già apparsa nel video dei Kirlian Camera “The fountain of clouds”.

Ti ringraziamo ancora per la tua disponibilità e attendiamo la tua prossima creazione per i Blutengel.

Grazie a voi per l’intevista e per l’attenzione che riservate a questa scena.

Foto © Luigi Maracino (Louis C.)

Tina Troccoli

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