Lacrimosa

I Lacrimosa sono una band fondata nel 1990 da Tilo Wolff. Il gruppo è il più conosciuto esponente della Neue Deutsche Todeskunst, ma successivamente ha deciso un mutamento di stile caratterizzato dalla maggiore presenza di elementi Hard Rock e Metal con gli album “Satura” e “Inferno”. La loro musica è caratterizzata da melodie malinconiche e testi lirici.

  • Generi: Gothic Rock, Darkwave, Neue Deutsche Todeskunst, Gothic Metal, Symphonic Metal
  • Attività: 1990-oggi
  • Provenienza: Francoforte sul Meno, Germania / Finlandia
  • Etichetta: Hall of Sermon
  • Studio album: 13
  • Testi e traduzioni

Lacrimosa

Formazione

  • Tilo Wolff – voce, tastiera
  • Anne Nurmi – voce, tastiera (dal 1994)

Biografia

Il nome deriva dalla penultima strofa del “Dies Irae”, inno liturgico cristiano del 12° secolo scritto da Tommaso da Celano, che dice: “Lacrimosa dies illa” (“Lacrimoso quel giorno”). Il più famoso adattamento musicale di questo testo si trova nell’ultima opera di Mozart. il “Requiem KV 626”. Il logo dei Lacrimosa è un Arlecchino che compare su tutte le copertine.

Nel 1990 apparve “Clamor”, il primo demo realizzato da Tilo Wolff; non trovando nessuna casa discografica che lo pubblicasse, fondò la “Hall of Sermon”, etichetta indipendente con cui nel 1991 pubblicò “Angst”, il primo album.

Dal 1994 fa parte della band anche Anne Nurmi, ex tastierista, cantante e coofondatrice del gruppo finlandese Two Witches. Unitasi inizialmente come tastierista al progetto solista di Tilo Wolff, è diventata un membro permanente dei Lacrimosa come tastierista e cantante, contribuendo anche scrivendo canzoni in Inglese e Finlandese.

Il maggior successo discografico dei Lacrimosa è stato il singolo “Stolzes Herz”, che in Germania ha raggiunto il nono posto nella classifica degli album in lingua tedesca. Anche l’album “Elodia” è entrato nella Top Ten tedesca degli album. I Lacrimosa, oltre che in Europa, sono conosciuti anche in America Centrale e Meridionale.

Evoluzione dello stile

“Angst”, il primo CD dei Lacrimosa è un album malinconico con musica piuttosto minimalista, dominato dalle tastiere e da una voce depressa, a volte convulsa e alienata. In questo periodo iniziale i temi esplorati attraverso le canzoni sono di natura molto triste, per esempio la paura, la debolezza, la solitudine, la non esistenza, l’impossibilità di ottenere l’amore o la sua natura illusoria e la morte. Le stesse tematiche si possono trovare nei tre album successivi, “Einsamkeit”, “Satura” e “Inferno”, ma una nota più positiva comincia a suonare nel tetro scenario. Musicalmente, questo periodo è caratterizzato dall’introduzione delle chitarre elettriche e dei bassi e l’aggiunta sempre più considerevole di elementi rock alla lenta musica dominata dalle tastiere del primo album.

Con “Stille”, i Lacrimosa pubblicano un album che rientra tranquillamente nei canoni della musica metal, con uno stile che conserveranno anche negli album successivi. La musica è dominata da riff di chitarra, integrati da arrangiamenti più enfatici per strumenti classici, mostrando una stretta affinità con il symphonic metal di band come i Therion e i Within Temptation. Tematicamente, l’enfasi sul lato oscuro delle emozioni umane è minore, ma non abbandonata. “Die Strasse der Zeit” descrive un viaggio a ritroso attraverso la Storia devastate da Guerra, avidità e stupidità, finché il protagonista trova sollievo nella speranza giovanile e nella forza dell’antica cultura classica, un’immagine che rimanda più a Nietzsche che agli scenari cupi di Angst.

Il successivo, “Elodia”, riduce il ruolo degli elementi metal e incrementa quello degli elementi sinfonici, grazie anche alla partecipazione della London Symphony Orchestra. Presentato come un’opera rock in tre atti, “Elodia” ruota intorno al tema più trattato nella storia della musica: l’amore. Ma l’elemento gothic è ancora presente e l’amore si lega con la morte e la perdita nell’ultimo atto che, tuttavia, si conclude con una nota di speranza. Il disco parla di una coppia, il cui amore è piano piano sopraffatto dall’abitudine e dall’apatia che li allontana sempre di più. Ma lui l’ama troppo, non sopporta questa situazione e la uccide, per poi pentirsi e redimersi nel finale.

Lo stile musicale di “Elodia” è ancora evidente in Fassade, che esprime un’ampia varietà di visioni musicali, dalle dure sonorità metal di “Liebesspiel”, alle morbide tastiere di “Senses”, all’intreccio sinfonico tra le chitarre e l’orchestra in “Fassade”. Quest’ultima composizione, un brano diviso in tre tracce (1, 5 e 8), costituisce la nuova escursione tematica dei Lacrimosa, che si spostano dalle emozioni individuali che esplorano normalmente, ad una critica alla società moderna, basata sull’apparenza. Si conclude, però, con l’affermazione dell’individualità e con il protagonista che si ritira dalla società.

“Echos” testimonia un ulteriore sviluppo musicale, con le chitarre e gli altri elementi rock che si defilano sempre di più, perché il ruolo predominante è giocato dagli strumenti classici. La musica di “Echos” mostra anche influenze dalla musica industrial ed elettronica, specialmente in canzoni come “Ein Hauch von Menschlichkeit”. Nel complesso l’album è più personale, più calmo dei precedenti. I temi trattati sono sempre l’amore e le emozioni ad esso associate, il tutto intrecciato con elementi gotici.

“Lichtgestalt”, il nono album dei Lacrimosa, mantiene l’orientamento classico di “Echos”, ma gli elementi rock tornano in superficie. Tutto l’album è un mix di stili di lavori precedenti, in cui si alternano pezzi con un ritmo più vivace ad altri più lenti e malinconici.

“Sehnsucht” è il primo album che Tilo Wolff ha registrato nel suo studio in Svizzera ed è anche il primo a contenere più di 8 tracce. Lo stesso Wolff ha dichiarato che la composizione di questo album è stata diversa e molto più immediata rispetto al passato: “Così quando mi sono seduto al pianoforte, ho composto, scritto e suonato nel mio studio, mi sono reso conto immediatamente quando mi piaceva qualcosa. Appena notavo che stava succedendo qualcosa di buono, ho potuto premere immediatamente su “record” e registrare”.

“Revolution” è l’album più duro dei Lacrimosa e ad esso hanno partecipato come ospiti musicisti del calibro di Mille Petrozza dei Kreator, Stefan Schwarzmann degli Accept. Forse per la prima volta la tematica si sposta dall’individuo, con i suoi sentimenti più intimi e profondi, alla società, che viene criticata in quanto frutto di una routin che nasconde un grande vuoto, riassunto dalla frase: “Nessuno è solo su questa terra, ma ognuno è solo in questo mondo!”.

L’evoluzione stilistica dei Lacrimosa si può riassumere così: partendo dalla musica minimalista, lenta, dominate dalle tastiere di “Angst”, le chitarre e altri elementi metal cominciano a giocare un ruolo più ampio, fino a raggiungere il loro apice in “Stille”. Da allora in poi l’enfasi si è spostata su elementi classici e sinfonici, fino a “Fassade”. Infine, “Echos” diventa più introspettivo, ed unisce tanti stili diversi, che ne rendono difficile la classificazione. Il mutamento stilistico dei Lacrimosa è stato lento, poiché ogni album è chiaramente legato sia al precedente che al successivo; ma inesorabile, al punto che dischi come “Angst”, “Stille” e “Lichtgestalt” potrebbero tranquillamente essere di tre band completamente differenti.

Traduzione da Wikipedia Tedesca e Inglese

Discografia

Album in studio

  • 1991 – Angst
  • 1992 – Einsamkeit
  • 1993 – Satura
  • 1995 – Inferno
  • 1997 – Stille
  • 1999 – Elodia
  • 2001 – Fassade
  • 2003 – Echos
  • 2005 – Lichtgestalt
  • 2009 – Sehnsucht
  • 2012 – Revolution
  • 2015 – Hoffnung
  • 2017 – Testimonium

Singoli

  • 1993 – Alles Lüge
  • 1994 – Schakal
  • 1996 – Stolzes Herz
  • 1999 – Alleine zu zweit
  • 2001 – Der Morgen danach
  • 2002 – Durch Nacht und Flut
  • 2005 – Lichtgestalten EP
  • 2009 – Feuer

Live

  • 1998 – Live
  • 2007 – Lichtjahre (Live)

Varie

  • 1990 – Clamor (Demo)
  • 2002 – Vintage Classix (Raccolta)
  • 2010 – Schattenspiel (Raccolta)

DVD

  • 1995 – The Clips 1993-1995 (VHS)
  • 1997 – The Silent Clips (VHS)
  • 2000 – The Live History
  • 2005 – Musikkurzfilme
  • 2007 – Lichtjahre