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In taberna quando sumus Non curamus quid sit humus Sed ad ludum properamus Cui semper insudamus Quid agatur in taberna Ubi nummus est pincerna Hoc est opus ut queratur Si quid loquar, audiatur Quidam ludunt, quidam bibunt Quidam indiscrete vivunt Sed in ludo qui morantur Ex his quidam denudantur Quidam ibi vestiuntur Quidam saccis induuntur Ibi nullus timet mortem Sed pro Baccho mittunt sortem: Hier ein Spiel, ein Trunk daneben Dort ein wahres Heidenleben Wo des Spieles wird gepflogen Sieht sich mancher ausgezogen Klopft ein anderer stolz die Tasche Liegt der Dritt in Sack und Asche Wer wird um den Tod sich scheren? Losung ist: Zu Bacchus Ehren! |
Quando siamo all'osteria Non ci curiamo più del mondo Ma ci affrettiamo al gioco Al quale sempre ci accaniamo Che si faccia all'osteria Dove il soldo fa da coppiere Questa è cosa da chiedere Si dia ascolto a ciò che dico C'è chi gioca, c'è chi beve C'è chi vive senza decenza Ma tra coloro che attendono al gioco C'è chi viene denudato Chi al contrario si riveste Chi di sacchi si ricopre Qui nessuno teme la morte Ma per Bacco tentano la sorte: Qui un gioco, insieme a una bevuta Là una vera vita da miscredente Dove c'è l'abitudine del gioco Si vedono alcuni che si spogliano Un altro batte orgogliosamente la tasca Il terzo giace tra sacchi e cenere Chi si curerà della morte? La parola d'ordine è: onore a Bacco! [1] Il testo in Latino è quello di “In taberna quando sumus”, il carme 196 dei “Carmina Burana”. |






