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Seit du begraben liegst auf dem Hügel Ist die Erde süß Wo ich hingehe nun auf Zehen Wandele ich über reine Wege O deines Blutes Rosen Durchtränken sanft den Tod Ich habe keine Furche mehr Vor dem Sterben Auf deinem Grabe blühe ich schon Mit den Blumen der Schlingpflanzen Deine Lippen haben mich immer gerufen Nun weiß mein Name nicht mehr zurück Jede Schaufel Erde, die dich barg Verschüttete auch mich Darum ist immer Nacht an mir Und Sterne schon in der Dämmerung Und ich bin unbegreiflich unseren Freunden Und ganz fremd geworden Aber du stehst am Tor der stillsten Stadt Und wartest auf mich, du Großengel |
Da quando sei stato sepolto sulla collina La terra è dolce Dove ora vado in punta di piedi Passeggio su puri sentieri O del tuo sangue le rose Impregnano dolcemente la morte Non ho più nessuna paura Di morire Sulla tua tomba già fiorisco Con i fiori delle piante rampicanti Le tue labbra mi hanno sempre chiamato Ora so che il mio nome non tornerà più indietro Ogni palata di terra, che ti ha messo al sicuro Ha seppellito anche me Quindi è sempre notte per me E le stelle già al crepuscolo E io sono incomprensibile per i nostri amici E sono diventata del tutto estranea Ma tu stai sul portone della città più silenziosa E mi aspetti, grande angelo [1] Il testo della canzone è una poesia di Else Lasker-Schüler. |






