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Auf jedem Tisch zwei. Männer und Weiber kreuzweis. Nah, nackt, und dennoch ohne Qual Den Schädel auf. Die Brust entzwei. Die Leiber gebären nun ihr allerletztes Mal Jeder drei Näpfe voll: von Hirn bis Hoden Und Gottes Tempel und des Teufels Stall nun Brust an Brust auf eines Kübels Boden begrinsen Golgatha und Sündenfall Der Rest in Särge. Lauter Neugeburten: Mannsbeine, Kinderbrust und Haar vom Weib Ich sah von zweien, die dereinst sich hurten lag es da, wie aus einem Mutterleib |
Ad ogni tavolo due. Uomini e donne a croce. Vicini, nudi, e tuttavia senza tormento Il cranio aperto. Il petto a pezzi. I corpi partoriscono ora la loro ultimissima volta Ogni tre ciotole piene: dal cervello ai testicoli E il tempio di Dio e la stalla del Diavolo ora petto a petto ammucchiati a terra sogghignavano il Golgota e la caduta dell'uomo Il resto in bare. Nuove nascite rumorose: Gambe di uomo, torace di bambino e capelli di donna Ne ho visti due, che un tempo fornicavano giace là, come da un grembo [1] Il testo della canzone è una poesia di Gottfried Benn. |






