|
|
|
Die Männlein, Weiblein, traurige Gesellen Sie streuen heute Blumen blau und rot Auf ihre Grüfte, die sich zag erhellen Sie tun wie arme Puppen vor dem Tod Oh! Wie sie hier voll Angst und Demut scheinen Wie Schatten hinter schwarzen Büschen stehn Im Herbstwind klagt der Ungebornen Weinen Auch sieht man Lichter in der Irre gehn Das Seufzen Liebender haucht in Gezweigen Und dort verwest die Mutter mit dem Kind Unwirklich scheinet der Lebendigen Reigen Und wunderlich zerstreut im Abendwind Ihr Leben ist so wirr, voll trüber Plagen Erbarm' dich Gott der Frauen Höll' und Qual Und dieser hoffnungslosen Todesklagen Einsame wandeln still im Sternensaal (An Karl Hauer) |
Piccoli uomini, piccole donne, tristi compagni Oggi spargono fiori blu e rossi Sulle loro tombe, che si sono timidamente illuminate Fanno come misere marionette davanti alla morte Oh! Come sembrano pieni di paura e umiltà qui Stanno come ombre dietro a cespugli neri Nel vento d'autunno si lamenta il pianto dei nascituri Si vedono anche le luci andare dal matto Il sospirare dell'innamorato sussurra tra i rami E là marcisce la madre col bambino Sembra irreale il girotondo dei vivi E si disperde stranamente nel vento della sera La loro vita è così confusa, piena di cupi tormenti Abbi pietà Dio, inferno e tormento delle donne E questi lamenti funebri senza speranza Soli vagano silenziosi nella sala delle stelle (A Karl Hauer) [1] Il testo della canzone è una poesia di Georg Trakl. |






